Il regista Jason Reitman contro Trump e la politica indecente

24 Nov

Al Torino Film Festival il regista Jason Reitman presenta il film The front runner Il vizio del potere e dice: “L’ho iniziato a girare nel 2015, ai tempi di Obama, oggi la politica è così indecente che il mio film su Gary Hart cambia di prospettiva “.

Ecco per voi il trailer

il film racconta della breve e promettente campagna elettorale del senatore Gary Hart che dai sondaggi era subito dato favorito su Bush senior. Ma lo scandalo della sua relazione con Donna Rice pose una brusca fine alla sua corsa. Un film durissimo contro il ruolo della stampa. Che restituisce dignità anche alla figura di una donna finita nel tritacarne del circo dei media e ricordata per sempre come quella “poco di buono” che fece dimettere l’astro nascente dei democratici. Un film politico, e nello stesso tempo intimistico. “Che cosa sarebbe accaduto se i paparazzi non si fossero appostati sotto quella casa?” Si chiede il regista. “E se Hart non si fosse comunque dimesso?” Coincidenza vuole che George H. W. Bush sia mancato proprio in questi momenti. Un’occasione per riflettere.

Cristina Bianchi

Foto di Reitman ©️CristinaBianchi

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Per Elisa e per i bambini del mondo

17 Ott

In questa Italia in cui si rimettono in discussione perfino i diritti dei bambini, esce questa bellissima canzone , Promettimi, composta da Elisa per il suo secondo figlio è anticipata da SaveTheChildren di cui la cantante è ora testimonial

Ecco Il video di Elisa per SaveTheChildren

nel video, la vediamo assieme a tanti bambini che partecipano ai progetti dell’Organizzazione nel mondo.

#8marzo Auguri a tutte noi!

8 Mar

A cavallo delle onde, coi capelli raccolti in trecce,

ancora possedeva il dono di essere,

di esistere, di riassumere tutto nel momento che passava.

Ma gli anni l’avevano sfiorata…

Emanava da lei un alito di tenerezza: la severità, la pudicizia di prima erano pervase di calore,

tutto intorno a lei alitava un’ineffabile dignità, una cordialità squisita: ma ora doveva andare, perché era proprio nel mezzo di qualcosa, sull’orlo, al limite.

Perché alla fine era arrivata a pensare che quello che si sente

era l’unica cosa che valeva la pena di dire.

L’intelligenza era una sciocchezza.

Si deve dire soltanto ciò che si sente.

Virginia Woolf – Mrs. Dalloway

Trump sottovento, e i capelli volano via

8 Feb

Il presidente Usa Donald Trump

Avete visto Donald Trump mentre scende dall’Air Force One e il vento gli scompiglia la pelata? Il re è nudo, direbbe Andersen. Non bastavano le interviste alla pornostar Stormy Daniels, amante di una notte e pagata per tacere secondo il WSJ, a metterlo in cattiva luce. Ora il barbatrucco (svelato pure da Melania: “Mio marito si pettina col riporto”) è servito sui media e viaggia su Internet in forma di video virale. Mai come oggi Il corpo del Capo (si veda il bel libo di Marco Belpoliti) ha tanta importanza.
Certo, anche gli antichi leader si curavano dell’aspetto, da Cesare agli Imperatori Romani, per non parlare del Barbarossa. Ma oggi flash e telecamere si dirigono subito lì, sulla testa. Ricordiamo Berlusconi e le sue bandane, i capelli trapiantati e ora forse rinvigoriti da toupet o da  matita sapiente. Bene, non è il primo né l’unico a tenerci. Perfino Obama ha scherzato più volte sui suoi capelli, diventati bianchi alla Casa Bianca. Gentiloni, tra i leader europei, li conserva ancora un po’ folti, con una timida riga in mezzo. E chissà se dureranno fino al quattro marzo… Angela Merkel cambia taglio ogni legislatura, e qualche volta più spesso. Theresa May viene schernita, a torto,  per le spettinature più che per gli effetti della Brexit sulle tasche dei sudditi di Sua Maestà.

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Gli unici di cui non si può ridere in patria sono Kim Jong Un, in Corea del Nord, con quel taglio a siepe svettante. E Xi Jinping, nella Repubblica Popolare cinese, che visto da lontano pare cosparso da lucido nero da scarpe. Ma non è una buona notizia.

di  Cristina Bianchi

Sono tornato è una commedia amara da non perdere

6 Feb

Si può ridere a crepapelle di Mussolini? Si può. Anche oggi, in Italia e alla vigilia delle elezioni. Lo dimostra il film Sono tornato diretto da Luca Miniero e scritto con Nicola Guaglianone (quello di Jeeg Robot e della serie Suburra).

Benito Mussolini (Massimo Popolizio) “resuscita” a piazza Vittorio nel 2017. Per capire che cosa è successo dopo la sua morte, il duce legge i quotidiani di centro-sinistra, si fa un giro sui mensili di storia, sfoglia Left e apprende che la nazione è di nuovo allo sfascio, ha bisogno di un capo. Anzi, del Capo, cioè lui. L’incontro con l’aspirante regista Canaletti (Frank Matano) lo trasformerà in una star della tv, un campione di share.

Alcune clip dal film

Il finale in stile Caimano fa pensare. Da non perdere.

Cristina Bianchi

Uomini e donne, figli e salari

28 Gen

Uomini e donne pari non sono, come ricorda Giovanni De Mauro sul suo editoriale di questa settimana su Internazionale. Nel mondo, per ogni dollaro guadagnato da un uomo, una donna prende 77 centesimi. E “a ogni figlio che nasce, lo stipendio delle donne si riduce in media del 4 per cento, mentre quello degli uomini aumenta del 6 per cento”.

È questo che trovo ancora più scandaloso. Lavori di più, dentro e fuori casa, e ti viene tolto di più. Mi viene in mente quello che mi hanno risposto Tom Hanks e Meryl Streep a domanda diretta: vi hanno pagato uguale per il film The Post? E lei ha risposto sicura: “Sì certo!”. Sembrava scontato. Non è così.

di Cristina Bianchi

Il film di Guadagnino, parliamone?

27 Gen

Ho appena visto Chiamami col tuo nome, il film di Guadagnino candidato a 4 Oscar.

Mi è piaciuto molto. E a voi? Fatemi sapere. Nei prossimi giorni ne discutiamo su questo Blog

Cristina Bianchi

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