Archive | marzo, 2012

Chi è raccomandato è spudorato e se la tira

30 Mar

Molto si parla di raccomandazioni dopo il caso Ikea, l’azienda che le spintarelle non le accetta. Prima di scrivere per i giornali ho fatto anche questo, non lapidatemi: il selezionatore del personale.
Roma, Eur,  primi anni 90: una selezione per infornare una trentina di neodiplomati in un’azienda decotta. Arrivarono più di 500 curriculum. Seguirono colloqui di selezione a chi aveva passato le prove scritte.
Ricordo tre ragazzi: lei, occhi chiari, vera secchiona. Si chiamava Claudia, forse: arrivò prima in tutto. Lui, alto, i capelli lunghi, legati in una coda, suonava in una band. Roberto arrivò tra i primi venti.
E poi  un terzo, a vent’anni vestito come un cumenda. Aveva scritto qual è con l’apostrofo, habbiamo con l’h o qualcosa del genere. Nei test non brillava. Però se la tirava. Era l’“andreottiano”: me lo sussurrò un collega per farmi digerire che, quel tizio,  andava preso comunque.  Fu assunto. Pazienza. Restava l’amarezza per chi non era stato preso “a sua insaputa” per fargli spazio.
Qualche anno dopo, a Milano, ho incontrato  il ragazzo con la coda (“Te la taglieresti se te lo chiedesse il capo reparto?” gli avevo chiesto. “No”). Aveva ancora i capelli lunghi. Dopo il contratto nell’azienda decotta era “salito” al Nord dove aveva trovato un altro lavoro. Nella musica. Spero che il raccomandato non si sia divertito altrettanto.

Cristina Bianchi

P.S. Per parlare di donne e lavoro, professioni, diritti, comincia oggi questo mio blog Lady@work. Sulla scia dell’interesse di “A” verso il mondo del lavoro, e delle tante iniziative già riservate ai giovani  con “Ai4job.it”. Ora tocca a voi.


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