Più tabelline per tutte

3 Apr

Le ragazze a pettinare le bambole. I maschietti a smanettare al computer. Non è un problema italiano. Sul New York Times Katie Hafner racconta la passione e l’impegno di Maria Klawe, rettore dell’Harvey Mudd College a Claremont, California. Una prof di 60 anni che sfreccia nel campus in skateboard e ha dedicato gli ultimi sette anni alla causa: rendere la matematica e l’informatica più attraente per le ragazze. “Quando sono arrivata all’Harvey, nel 2005, le laureate in informatica erano meno del 10 per cento”. Oggi, sono quattro su dieci. Come ci è riuscita? “Ho cercato di abbattere gli stereotipi che vogliono le femmine meno portate dei maschi. E introdotto corsi propedeutici divertenti. Fare informatica non vuol dire solo programmare”.

In Italia, contro il gender gap nelle scienze ha scritto Elisabetta Strickland nel  suo libro Scienziate d’Italia, (Donzelli).  Strickland, che insegna Algebra all’università di Roma Tor Vergata, ricorda che alle facoltà scientifiche il 50% degli iscritti sono donne. Poi però scendono al 30 % tra i ricercatori e a un quinto tra i docenti universitari.

Sarebbe troppo facile dire che manca la preparazione degli insegnanti nella scuola di base. La mia amica Gaia si laurea in scienze della formazione. Una sera ha guardato con ammirazione il broccolo romanesco che stavo per cucinare: “È uno splendido esempio di frattale!”. L’ha fotografato per mostrarlo al corso di didattica della matematica. Ai genitori resta il compito, meno eccitante, di ripassare con le figlie femmine le tabelline. O magari leggere con loro i libri di Margherita Hack e Rita Levi Montalcini. Per mostrare che la scienza è una splendida avventura per donne. Che ne pensate?

Cristina Bianchi

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12 Risposte to “Più tabelline per tutte”

  1. beccoblu aprile 10, 2012 a 9:49 am #

    bah. la matematica credo sia squisitamente unisex. e l’introduzione di “corsi propedeutici” destinati alle ragazze… boh, mi sembra una cosa di una tristezza devastante. non so, mi suona un po’ come un “visto che con i corsi normali non gliela facevano…”.

    cioè. non è che il cervello femminile vale meno di quello maschile. non c’è uno svantaggio di partenza, che significa avere persone che si preoccupano di rendere alcune materie più “appetibili” alle ragazze? non è l’anticamera del sessismo?

    • cristinbianchi aprile 10, 2012 a 10:20 am #

      Caro beccoblu, i corsi propedeutici pensati da Maria Klawe sono per tutti, per avvicinare all’informatica anche chi non la conosce a fondo e per renderla più divertente. Anch’io credo che la matematica sia unisex ma che in alcuni Paesi, quelli occidentali in particolare, ci sia per tradizione un pregiudizio che vuole le ragazze meno portate. Per fortuna non è un pregiudizio così diffuso, ma si tramanda in modo forse anche inconsapevole.

  2. Simonetta aprile 5, 2012 a 9:05 am #

    io entrai in fissa con la matematica dopo aver visto “Il senso di Smilla per la neve”. Purtroppo, poi, ho incontrato insegnanti che me l’hanno fatta odiare ed ho preso un’altra strada.

  3. Laura Salonia aprile 4, 2012 a 1:35 pm #

    Vorrei rassicurare anch’io Luigi, come ha appena fatto Anna Maria, che anche in quei 4 (o più) giorni al mese la nostra testa funziona piuttosto bene. Visto che non ci si può permettere comportamenti deficitari, in questo momento. E che si lavora anche fino al giorno prima di partorire, molto spesso. Con energia e passione. Insomma, caro Luigi (e anche Puffetta), niente rivendicazioni. Niente sarcasmo sulle differenze, per favore. Che non è più di moda e non ci si fa una gran bella figura. Ormai, oggi, siamo tutti più propensi all’integrazione tra il maschile e il femminile, al sostegno reciproco.

    Delizioso e interessante il commento di Odifreddi, che in un certo senso avvalora quello che ho appena scritto.
    saluti a tutti!

  4. Luigi aprile 4, 2012 a 8:59 am #

    frattale??? è un po’ come se ti chiedessi Quomodo coquis pulcherrimam ac succulentam brassicam? vabbè, ci siamo messi un po’ sulla rivendicazione … brava Cri, più donne ai vertici della qualunque scientifica e – a parte quei 4 giorni al mese – saremmo tutti un po’ più sicuri sulle magnifiche sorti e progressive dell’umanità intera :):)
    besos

    • anna maria aprile 4, 2012 a 10:19 am #

      posso permettermi di precisare che anche in quei 4 gg al mese va tutto alla grande? posso suggerire a chi vive in una realtà aziendale “mista” e ha modo di vedere le colleghe all’opera continuativamente di apprezzare, fuori dai luoghi comuni, quanto si diventi più produttive in quelli che tutti considerano, invece, periodi “particolari”: esempi: il pre-maternità: NON é più vero per moltissime che, da quando si dichiara la pancia, si comincia a cercare privilegi e marcare visita. anzi, gli ormoni incrementano le energie e il timore di non lasciare un buon ricordo e le cose tutte al loro posto rende le lavoratrici in attesa direi super produttive. ho provato sulla mia pelle, ma potevo essere un caso particolare, l’ultima volta l’ho visto con la prof ginnasiale di mia figlia che le ha lasciate a fine primo anno con il programma portato super avanti! e lo stesso discorso si potrebbe fare con la menopausa: la voglia di essere produttive si concentra sul lavoro etc
      magari c’era solo una benevola ironia, mi scuso ma io ne manco del tutto. ben trovato, spazio x

      • cristinbianchi aprile 4, 2012 a 1:25 pm #

        Concordo con Annamaria, ma credo che quella di Luigi fosse una provocazione da tipico masculo patriarca. I maschietti, sono fuori uso molto più frequentemente che una volta al mese…

  5. piergiorgio odifreddi aprile 3, 2012 a 7:30 pm #

    cara cristina,

    a proposito di matematica e donne, alla cornell university c’e’ daina taimina, che ha trovato una nicchia interessante costruendo modelli della geometria non euclidea a maglia e all’uncinetto. la cosa e’ dilagata, e ora e’ diventata un progetto mondiale. il che dimostra che le attivita’ considerate “femminili” o “maschili” non sono necessariamente disgiunte o incompatibili.

    per chi fosse interessato, qui c’e’ la pagina della signora:

    http://www.math.cornell.edu/~dtaimina/

    • cristinbianchi aprile 3, 2012 a 7:42 pm #

      Caro professore, onorata del suo commento, direi che ne sa sempre… una più del diavolo! grazie ancora Cb

  6. puffosa aprile 3, 2012 a 7:25 pm #

    Credo invece che le ragazze oggi siano l’immagine di una responsabilità maggiore rispetto a quella maschile anche se forse non nelle scienze, ma sicuramente nella matematica!!!
    Ma dipende anche dal tipo di scienza di cui vogliamo discutere …

  7. cristinbianchi aprile 3, 2012 a 4:26 pm #

    Grazie Laura, è proprio vero, da Ipazia in poi, e anche prima, le donne hanno contribuito alle scienze. Per fortuna anche in Europa le istituzioni se ne stanno accorgendo

  8. Laura Salonia aprile 3, 2012 a 4:16 pm #

    Il contributo femminile alle scienze c’è sempre stato, è ed è stato notevole. Ma è tenuto con discrezione in ombra, quasi fosse appannaggio maschile. Vi segnalo una pagina interessante di Facebook in cui si mette in luce la questione. E il link di un progetto del Ministero dell’Università dedicato alla valorizzazionedella presenza femminile nella ricerca e nell’innovazione.

    http://www.facebook.com/pages/Il-contributo-delle-donne-alla-scienza-e-allastronomia/231393947641

    http://www.ponrec.it/comunicazione/eventi/pobari.aspx

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