Archivio | maggio, 2013

La vera ragazza moderna vuole fare la segretaria

28 Mag

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20111025-IMG_5267Negli Anni 50 per essere una ragazza moderna aspiravi a diventare segretaria. Ce lo racconta il film Tutti pazzi per Rose di Régis Roinsard (nelle sale il 30 maggio). Rose vive in un paesino della Normandia. Suo padre, vedovo, ha un emporio. Tra scatole di fagioli, salumi e Camembert, in vetrina troneggia una Triumph, la macchina da scrivere su cui l’imbranata Rose si esercita di notte. “Battere sui testi mi aiuta a non pensare”. Perché tutti vogliono da lei qualcosa, ma lei vuole solo fuggire. E diventare “una ragazza moderna”. Finirà assunta in prova da Louis, assicuratore di Lisieux, spavaldo e insicuro, che vuol fare di lei una campionessa delle gare di velocità dattilografe.

Déborah Francois e Romain Duris (nelle foto) sono perfetti, una gioia per gli occhi sono gli abiti anni 50 e le inquadrature alla Billy Wilder. Bisognerebbe andare a vedere il film solo per il cromatismo dei rossi dei rosa degli arancio e dei viola. Per ricordare quando si fumava ovunque e l’impertinente Rose chiede al capo di non farlo in ufficio: “Smetterò solo quando una legge me lo impedirà”. Ci sono voluti 60 anni.

Tutti pazzi per Rose non è solo una commedia romantica retrò. È un film contemporaneo. Ancora oggi, in Italia, si elegge la “Segretaria dell’anno” (guardate  www.secretary.it). Si chiamano assistenti,vabbé. Io conosco segretarie-assistenti docili ed efficienti, segretarie dominanti che si rifiutano di portare il caffè, segretarie che sono le vere manager dell’azienda (ma non ditelo al capo). E moltissime che, de facto, hanno licenziato stagiste e stagisti, praticanti legali, aspiranti commercialisti.POPULAIRE_IMG_3070
Non so se oggi diventare segretaria sia l’aspirazione di una ragazza contemporanea. Ma come dice Lucy Kellaway sul 
Financial Time del 27 maggio, “Dopo la laurea, avere un lavoro al di sotto delle aspirazioni è assai meglio che non averne nessuno per mesi”. Segretarie d’Italia, unitevi.

Cristina Bianchi

Forza, sotto i pulsanti Twitter e Facebook voglio leggere le storie di tutte le segretarie d’Italia, potete farlo anche in forma anonima 😉

Tra i 40 e i 50 anni, la nostra We-We-Me generation

24 Mag

Time ha dedicato la sua copertina alla Me Me Me Generation, trentenni cresciuti nel boom anni 80, narcisi e un po’ viziati, che oggi fanno i conti con una recessione arrivata senza preavviso (soggettivamente parlando). 
Ma vogliamo parlare anche di noi? Donne, tra i 40 e i 50, che giocavamo alla Barbie, saltavamo all’elastico con le Tepa Sport, e non avremmo mai indossato un Moncler perché era da paninari

Installazione Samsung al Tortona fuori salone, 2013

Installazione Samsung al Tortona fuori salone, 2013

Abbiamo studiato, agguantato un lavoro, messo al mondo bambini. O anche no.
Io  ho due figlie. Ora che sono più grandi respiro, ritrovo un po’ d’energia, vorrei fare meglio e continuare a scoprire il mondo. Invece, come molte altre, rischio di perdere  il lavoro. 
Ma c’è anche il bello della nostra generazione, che ha respirato  gli anni 70: il non rassegnarsi a una dimensione individuale dell’esistenza. Non c’è solo il Me-Me-Me.IMG_4755

C’è anche il We, il Noi. È non è semplicemente una questione di famiglia o di maternità. C’è la dimensione comune che nessun teleworking potrà sostituire. Le discussioni, gli scazzi tra colleghi. Il bookcrossing tra amici che esiste da secoli, prima di diventare moda.

Non mi rassegno a tornare mamma full-time. Né a pensare di cambiare il mondo da sola.

 

E voi? Che ne pensate? Lasciate sotto il vostro commento

La Grande Bellezza è come un uomo che si sente molto figo

21 Mag

La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino è come un uomo che si sente molto figo e sa di esserlo. Un film che squaderna tutto il fascino e lo strazio di Roma godona, più Dago&Pizzi che Fellini, più dolce coca che dolce vita. 

Tony Servillo nel film La Grande Bellezza

Tony Servillo nel film La Grande Bellezza

Jep Gambardella-Servillo è un giornalista pigro, ex scrittore, re della mondanità. A 65 anni fa i conti con la vita e soprattutto con il senso di morte che il chiacchiericcio delle feste kitsch, del rimmel colato su volti, delle piume e paillettes su corpi vissuti non riesce a nascondere. 

Quando Jep va a letto con la milanese Isabella Ferrari non trova soddisfazione. “A 65 anni un uomo chiede qualcosa di più che una donna sia bella”. Lei vuole mostrargli sul Mac gli autoscatti che ha fatto, nuda, per postarli su Facebook. Lui fugge nella notte in piazza Navona. Quando invece  Ramona-Sabrina Ferilli si accomoda nel suo letto, Jep è quasi felice. La spogliarellista semplifica: “È bello volersi bene”. 

Sabrina Ferilli nel film

Sabrina Ferilli nel film

Ma non c’è redenzione per questa città, simbolo dell’Italia tutta, se non nel futuro di un vecchio che torna all’isola che non c’è del passato. E non c’è sindrome di Stendhal che affondi e risollevi i suoi protagonisti cinici e disperati, a meno di recuperare quel poco di amicizia che resta in un piatto di minestrone. 

Nella Roma dove non sai se fa più orrore il Cardinale Magister-Chef, o la Santa Sdentata che succhia radici, la Grande Bellezza non salva un mondo che non cerca salvezza.

Cristina Bianchi
Sotto i pulsanti di Twitter e Fb lasciate un vostro commento sul film 

Il Grande Gatsby, un film per parrucchiere

16 Mag

Il Grande Gatsby è un grande film per parrucchiere. Lasciamo ai critici il giudizio finale sul progetto di Baz Luhrmann, che comunque non guadagna dal 3D, tanto belle sono anche in due dimensioni le coreografie e magnifici gli abiti di Prada. Gli occhiali scuri, invece, ne abbassano la luminosità, ed è un peccato.
carey1Ma che tripudio di caschetti sfilati, di abiti Charleston riveduti e corretti, di ciglia finte, sopracciglia scolpite e gioielli splendenti firmati Tiffany & Co.
Il caschetto sfilato si porta bene d’estate. Che sia totally blonde alla Daisy-Carey Mulligan (bravissima come sempre) o nero corvino alla Jordan Baker-Elizabeth Debicki (perfetta).elizabeth
C’e da scommettere che lo copieranno in tante. E ci sarà molto lavoro per sciampiste e parrucchiere prima dell’estate. In tempi di crisi è una buona notizia

Cristina Bianchi

E voi? Ci darete un taglio?

Grazie Angelina, comunque

15 Mag

È una delle donne più belle del mondo. Con la scelta di farsi asportare i seni, per prevenire un possibile tumore ereditario, anche questa volta stupisce Angelina Jolie. Esagerata? Eccessiva, come sempre?
Io di questa notizia voglio prendermi il meglio. Una conferma anche per tutte le altre: quelle che non hanno i soldi della Jolie; quelle che la mastectomia non la scelgono ma la subiscono, perché il nemico è lì, è già nel corpo. Restano belle donne. Affascinanti. Sensuali. Combattive. E non devono scoraggiarsi, anche se al loro fianco non c’è un signor Jolie-Pitt.

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Che ne pensate?

Cristina Bianchi

La community del bus 50

14 Mag

“Speriamo molto nel ministro nero”. Me lo confida così, con parole semplici, B., filippina che incontro sulla 50 che va da Lorenteggio a Cairoli. Vive e lavora da 16 anni a Milano. Sua figlia va a scuola con la mia. La bambina ha 11 anni, non la cittadinanza italiana. “Ma io sono contenta ho il permesso permanente. Tutto in regola, possiamo tornare in Pilippine a vedere i parenti”.
Sul bus stracolmo sale una vecchietta italiana sugli 85 anni, ricurva, con due golf di lana. Tre signore latinoamericane si adoperano per farle spazio. “Scusi, può alzarsi?” chiedono a una ragazza con le cuffiette che non le sente, seduta nel posto riservato agli invalidi (dove spesso mi accascio anch’io quando la 50 è più vuota). Sbuffi generali. Fa caldo. Sulla 50 c’è uno studente nero, molti nordafricani, tanti liceali e universitari della Cattolica. Un manager dagli occhi orientali sta in piedi, composto. “Speriamo molto nel ministro nero”.

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