Archivio | luglio, 2013

Il Royal Baby tra sesso e potere

15 Lug

Mentre anche voi avete aspettato con trepidazione per giorni l’annuncio della nascita del Royal Baby io vi consiglio piuttosto di leggere un romanzo di Hilary Mantel, la grande scrittrice britannica che ha fatto arrabbiare David Cameron e sicuramente “The Firm” per aver definito la Duchessa di Cambridge una “principessa di plastica”, Kate Middletonsenza personalità e il cui unico scopo è quello di procreare.

Il romanzo, primo di un trilogia sui Tudor, si chiama Wolf Hall. Racconta le vicende di Thomas Cromwell, di Enrico VIII e della tenace Anna Bolena. Narra la storia del figlio di un fabbro violento di Putney che divenne architetto del Regno.

Racconta di donne promesse spose già in culla. E di eredi che non arrivano. Di grandi condottieri impotenti, di spose bambine dal cuore selvaggio. Di nobildonne che sognano di avvelenare i mariti. Di finte monache visionarie che fanno traballare il trono del Re.
È un romanzo sul machiavellismo del potere, sugli intrecci tra sesso e politica. Sull’ignavia e sul fanatismo di chi preferisce amministrare la Parola ad uso e consumo di pochi, e di chi vuole che sia il popolo a interpretarla.

È la narrazione di un uomo scaltro, Cromwell, che usa tutti mezzi leciti (e non) per mantenere il suo potere e quello del suo signore.
Eppure riflette: “Non si impara niente sugli uomini umiliandoli e annientandone l’orgoglio. È doveroso chiedergli che cosa possano fare a questo mondo che soltanto loro sappiano fare”.

Wolf Hall di Hilary Mantel in Italia è pubblicato da Fazi editore

Wolf Hall di Hilary Mantel in Italia è pubblicato da Fazi editore


Buona lettura!
E voi, che libri vecchi e nuovi consigliate di leggere quest’estate?

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Da Roma a Lampedusa, quando sei nato non puoi più nasconderti

2 Lug

Siamo tutti un po’ migranti. O lo siamo stati. O lo sono stati  i nostri nonni. Forse lo saranno i nostri figli.
Lunedì 8 luglio papa Francesco visiterà l’isola di Lampedusa, “in forma privata”. Un gesto, un altro segno di rottura del vescovo di Roma.

Francesco Bergoglio

Francesco Bergoglio


Lui stesso è figlio di emigranti. Papà Mario era un funzionario delle ferrovie,  salpò nel 1928 da Genova per Buenos Aires.  Lunedì suo figlio andrà a pregare per gli emigranti: i vivi, i senza diritti, quelli che in mare hanno perso la vita.

Qualche anno fa ho assistito a uno sbarco di africani. Ero nella lunghissima spiaggia oltre Punta Secca, in provincia di Ragusa, quella vicino alla “casa” di Montalbano in tv. 

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Arrivarono alle tre del pomeriggio con un barcone, in una quarantina. Indossavano tutti un giubbotto e un cappellino blu.
Da lontano, potevi scambiarli per  turisti. Erano molto giovani. Calmi. Sfiniti
Scesero uno a uno, senza fretta,  tanto che all’inizio non ero neppure sicura che fosse un vero sbarco. 

Dissero “Bonjour”, e rapidamente corsero su per le dune, gli orti, le  serre di pomodori, gli sterrati. Poi chissà.

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La riserva di Vendicari, in Sicilia

Chissà dove è finito il loro viaggio. Per molti il percorso è noto e l’ha raccontato molto bene Fabrizio Gatti nei suoi reportage sull’Espresso

Come cambierà la nostra vita migrante e la loro, dipende anche da noi.

Cristina Bianchi

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