Archivio | giugno, 2014

Yahoo, svegliati! Marissa Mayer ha bisogno di una segretaria

27 Giu

È arrivata con quasi due ore di ritardo a una cena di lavoro importantissima. Era stremata dal jet lag. Dicono, dalle notti in bianco come mamma (anche se suo figlio Macallister, ha già un anno e mezzo). Marissa Mayer, 39 anni, amministratore delegato di Yahoo!, si è scusata: «Mi ero addormentata», ha confidato agli inserzionisti pubblicitari che l’attendevano da ore a Cannes, come ha raccontato bene il Wall Street Journal 

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È arrivata sbadigliando quando ormai Michael Roth, il capo di Interpublic Group che organizzava l’evento, se n’era già andato. 

Le critiche alla manager, non sono mancate. Ma nemmeno le difese d’ufficio: «Poverina, datele un break, essere mamma e ad è davvero difficile»…

Non mi accoderò agli opinionisti e alle blogger che la difendono per la sincerità (“Un uomo avrebbe mentito!”), la stanchezza, la difficoltà di conciliare famiglia e carriera.

Marissa Mayer non è una simpaticona. Appena arrivata a Yahoo!, ha spazzato via l’accordo sul telelavoro che permetteva a molti in azienda di conciliare vita e carriera. Non è una tenerona. Senza complimenti, ha fatto fuori il suo braccio destro Henrique de Castro, antipatico pure lui, e da lei fortissimamente voluto a suon di dollari. Chissà se essere nominata da Fortune come la più potente business star sotto i 40 anni nel 2013 le ha dato alla testa.

Di sicuro, Mayer ha bisogno di una segretaria. Di una personal assistant di polso, capace di svegliarla per tempo prima di un appuntamento importante. 

A meno che lei non incuta così tanto terrore, da negare a qualsiasi suo collaboratore, l’ardire di farlo.

Era meglio se usciva a prendere le sigarette

19 Giu

«Con il divorzio i figli restano». Con queste parole, Carlo Lissi ha spiegato le sue ragioni per aver ucciso a coltellate la moglie Maria Cristina Omes, 38 anni, e i due figli, Giulia, di quasi 5 anni e Gabriele, di 20 mesi, nella villetta di Motta Visconti, nel pavese. Località dove un tempo, i milanesi che non avevano ancora la villa al mare, andavano a prendere il sole e a fare il bagno lungo il Ticino.

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Maria Cristina Omes nel giorno delle nozze con il marito Carlo Lissi (foto dal suo diario di Facebook)

Colpisce la lucidità, con cui sembra aver studiato i suoi gesti, spinto dalla passione per una collega, pare non ricambiata.E poi, quel dire «Con il divorzio i figli restano», come un altro direbbe «Esco a prendere le sigarette».

E non avere il coraggio di dire: “Ho sbagliato, non ti amo più, forse non ti ho mai amato”. Era meglio se usciva a prendere le sigarette.

Riduttivo chiamare solo femminicidio questa ennesima strage. Dove nessuno ha voluto o potuto sentire le grida di un famiglia straziata. Non vedo. Non sento. Non parlo. Come per quei lunghi anni che ci separano dal delitto di Yara. Qualcuno sospettava. Una madre sapeva. “Non parlate, pregate” ha detto il parroco. Fino alla prossima strage?

 

 

 

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