Archivio | maggio, 2015

Cannes 2015, italiani a bocca asciutta (e due attrici sul podio)

24 Mag

Zero. Gli italiani tornano a casa a mani vuote dal 68esimo Festival di Cannes. I fratelli Coen premiano in un concorso non eccezionale film francesi o coproduzioni francesi.   A Jacques Audiard va la Palma d’Oro per Dheepan, la storia di un guerrigliero Tamil che le vere difficoltà la trova a Parigi. Il Grand Prix va a Il Figlio di Saul dell’ungherese Laszlo Nemes, film tostissimo sull’Olocausto, che i più davano per favorito. La miglior regia va a Nie Yinniang con The Assassin. Vincent Lindon miglior attore per La Loi du marché,

Rooney Mara in una scena di Carol di Todd Haynes

Rooney Mara in una scena di Carol di Todd Haynes

L'attrice e regista Emmanuelle Bercot a Cannes. Premiata per il ruolo in “Mon Roi” della regista Maiwenn

L’attrice e regista Emmanuelle Bercot a Cannes. Premiata per il ruolo in “Mon Roi” della regista Maiwenn

Emmanuelle Bercot miglior attrice in Mon Roi, film nel quale, come love addicted di Vincent Cassel, sparge copiose lacrime: buona interpretazione in un film che lascia un po’ a desiderare. Ex aequo premiata miglior attrice la bravissima Rooney Mara per Carol, assente al Palais: ah, come si sentirà la divina Cate Blanchett? 

di Cristina Bianchi

Cannes, chi vincerà la Palma d’Oro?

24 Mag

Chi verrá premiato al 68esimo Festival di Cannes? Secondo i rumores delle 13 i nostri italiani sarebbero fuori dai giochi. Nessun convocato. E sarebbe un vero peccato. 

 Moretti con Mia madre è uno dei pochi che ci ha concesso lacrime ma anche risate, su un tema universale che è il rapporto genitori e figli che invecchiano, nonni e nipoti, famiglia e tradimenti, con una straordinaria Margherita Buy. Sorrentino con Youth ha girato uno dei suoi film più intensi, anche se meno feroci, con momenti indimenticabili come quando Michael Caine dirige le mucche al pascolo o corregge un giovane violinista.  Garrone di The Tale of Tales ha stupito con un fantasy horror dai quadri impeccabili, anche se personalmente non mi ha coinvolto come gli altri. Ma spero ancora che il talento dei nostri venga riconosciuto. Tra i papabili avanza Carol, di Todd Haynes, esteticamente perfetto. Forse troppo? E il drammatico Son of Saul di Laszo Némes. Ma ncano poche ore. Vincano davvero i migliori.

 

Al Festival di Cannes vincono le donne

19 Mag

Brave. Bellissime. Con o senza rughe . In attesa della Palma d’Oro, una cosa è certa: al 68esimo Festival di Cannes vincono le donne. Da Cate Blanchett a Rooney Mara, protagoniste di Carol, di Todd Haynes, storia d’amore tra una ricca borghese e una commessa dei grandi magazzini negli anni 50.  Alla bellissima regista Maïwenn, ex modella, che ha diretto Mon Roi, con Vincent Cassel ed Emmanuelle Bercot, storia di love addictions, amore e dipendenza nella coppia (altro che 50 sfumature!).   

Cate Blanchett in Carol @FDC

 Da Salma Hayek in versione femminista (suo il discorso contro il sessismo a Hollywwod dopo  Il racconto dei racconti di Garrone), alla nostra Margherita Buy, in lacrime eppure bellissima per gli applausi a Mia madre di Moretti, a Giulia Lazzarini, per la prima volta sul red carpet dopo una vita tra teatro e prosa in tv.  

Salma Hayek con Matteo Garrone e Vincent Cassel (a destra)

 Finora sono passate dive belle e sfrontate sul red carpet, di molte età. Come Diane Kruger, 38 anni,  in blu Dolce e Gabbana con vista su mutandine rosse, a Jane Fonda, sirena blu elettrico, immortalata mentre fa una linguaccia.  

Emily Blunt a Cannes @CristinaBianchi

 Dolcissima con i fan Emily Blunt. Ma la sua parte in Sicario di Denis Villeneuve è tostissima: agente dell’Fbi in prima linea, reclutata per una sporca missione dal misterioso Benicio Del Toro, in una sorta di western dei nostri tempi ai confini tra Stati Uniti e Messico. Tra tutte chi è la migliore? È presto per dirlo. Domani si attende Sorrentino con Youth- La Giovinezza con big come Michael Caine, Harvey Keitel, Paul Dano ma anche Rachel Weisz e Madalina Ghenea. Vedremo. Da segnalare, in questo Festival di corpi, Eros e Thanathos, le grandi attrici che si mostrano sul set nella loro nudità non fotoshoppata: tra molte, Isabelle Huppert col volto solcato di rughe e segni di guerra in Louder than Bombs, ed Emanuelle Bercot sotto la doccia durante una dolorosa riabilitazione in Mon Roi. Così belle, così vere. Chapeau.

Cristina Bianchi 

E voi, per quale film o attrice fate il tifo? Scrivete nello spazio commenti qui sotto


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