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Mustang, il film sulla sorellanza in corsa per gli Oscar

21 Nov

Si chiama Mustang e racconta la storia di cinque sorelle turche il film in corsa agli Oscar per la Francia come miglior pellicola straniera.

 

 

 Sei sorelle adolescenti, orfane, crescono con la nonna e lo zio in uno sperduto villaggio del Mar Nero. Alla fine della scuola, un innocente gioco con i compagni maschi diventa occasione di pettegolezzo nel paese. I vecchi reagiscono per “moralizzare” la situazione delle ragazze: da allora, divieto di uscire, frequentare ragazzi, via libera a corsi di cucito e cucina tradizionale con le nonnine. La regista Diniz Gamze Erguven, che ha studiato in Francia, mette cuore e tecnica in questo film, che è metafora del paese guidato da Erdogan. Le interpreti, la bella Sonay (Ilayda Akdogan), Selma (Tugba Sunguroglu), Ece (Elit Iscan), Nur (Doga Zeynep Doguslu), e la piu’ giovane, Lale (Gunes Nezihe Sensoy), sono all’altezza di una storia capace di raccontare l’adolescenza, con i suoi temi universali e nel dramma di una famiglia e uno stato repressivo. Per una volta con uno sguardo ironico e compassionevole di donna. Insomma, se ve lo siete perso, recuperatelo. 

Al cinema lei balla da sola. E tu?

11 Ott
Paulina Garcia in “Gloria”

Paulina Garcia in “Gloria”

Gloria ha 58 anni, un ex marito che se ne frega, un lavoro così così, un figlio e una figlia ventenni che cercano il loro posto nel mondo. Serena, giovane e bella, ha un marito artista d’avanguardia geloso della sua creatività, due figli piccoli che lei adora e abbraccia, stringe bacia accarezza. Serena non ama l’arte ma ama molto il suo Guido, e nel gioco erotico recupera le distanze che separano lui da lei. 

Gloria e Serena sono le attrici Paulina Garcia (Orso d’Argento al Festival di Berlino) e Micaela Ramazzotti, protagoniste di due film intensi: Gloria, capolavoro del regista argentino Sebastian Lelio e Anni Felici di Daniele Luchetti che qui trasfigura la sua infanzia e la vita dei genitori (il padre è Kim Rossi Stuart).

Micaela Ramazzotti in “Anni Felici”

Micaela Ramazzotti in “Anni Felici”

I due film si interrogano su un tema fondamentale: si può coniugare amore con libertà? 

Consiglio Gloria a tutte le donne. Andate a vederlo con un’amica, con vostra madre (se non è troppo all’antica). Perché è un film coraggioso, dove si mostra l’anima e il corpo femminile così com’è (gaurdate i trailer o come può essere sui 60 anni, con rughe, pieghe, e tutto quanto il resto. Senza ritocchi né esagerazioni grottesche. Un ritratto così vero che a uno spettatore maschio italiano farebbe paura. Anche perché Rodolfo (il bravissimo Sergio Hernandez) che per un po’  fa sentire Gloria  amata ancora davvero, non è certo il simbolo del maschio tardivo con codazzo di toygirls. È separato, l’ ex moglie e le figlie lo tormentano al cellulare per spillargi bonifici. Porta la pancera perché ha appena fatto un bypass gastrico e non è decisamente un sex symbol. Finché…

Ma anche Anni Felici è  da vedere. Racconta una storia molto personale, vista con gli occhi di Luchetti bambino: due genitori uniti da un legame quasi simbiotico, che litigano e si riappacificano a letto, due  che non riescono a definire i propri confini. Serena scoprirà di avere un corpo-desiderio e un cervello (oh yes, pure quello) grazie all’aiuto di una gallerista, Helke (l’attrice Martina Gedeck).

Qual è un tuo desiderio ?

Che Guido trovi soddisfazione nel lavoro. 

– Ma quello è un suo desiderio. Il tuo qual è? 

– Non lo so.

Il piccolo dialogo tra Helke e Serena resta per tutte un ottimo spunto di riflessione.

 

Qual è il tuo desiderio? Lascia un commento in fondo al post, puoi farlo anche con pseudonimo, la tua mail non apparirà

 

 

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