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Rischi di perdere il lavoro? Scriviamo insieme la lista delle cose da fare

11 Giu

Una delle passioni del nostro tempo è compilare la “to do list”, la lista dei buoni propositi e delle cose da fare: per il nuovo anno, per l’arrivo di un figlio, per non restare a lungo single, per migliorare la propria posizione…
Americanate? Sì, ma gli anglosassoni sono pragmatici. E a volte i consigli aiutano, magari solo per capire che non fanno per te.
Qui voglio scrivere con voi la lista delle “10 cose da fare se rischi o hai già perso il lavoro”.

La pizzeria occupata a MIlano, prima dello sgombero

La pizzeria occupata a MIlano, prima dello sgombero

Scegliamo 10 punti fissi. Io ve ne suggerisco 5, gli altri pensateli voi!

1) Formatevi: che siate operaia, sarta o manovale della conoscenza, non importa. Il mondo corre in fretta. Iscrivetevi a un corso per apprendere qualcosa di innovativo sul vostro mestiere . Non è gratis? Investite su di voi.
2) Depressione, vade retro. È lì, in agguato. Le donne lo sanno, gli uomini non ne parlano. Non lasciatevi andare, chiedete aiuto in caso di bisogno: un’amica, un medico, un parente. Non state troppo sole.
3) Apritevi al mondo. Vi verrà la tentazione di chiudervi, soprattutto se avete perso le sicurezze. Niente di male a dire: “Cerco lavoro”. Non è una parolaccia.
4) Divertitevi: sì divertitevi.  Ci sono cose che amate fare? Se non ora, quando?
5) Siate generose. Guardatevi intorno. Molti potrebbero aver bisogno della vostra esperienza.  Ma non fatevi sfruttare da chi non lo merita. La vostra competenza ha un valore, e un prezzo.

E ora? Aggiungete i vostri 5 punti! (sotto i pulsanti di Twitter e Fb c’è spazio per i commenti)

Cristina Bianchi

La vera ragazza moderna vuole fare la segretaria

28 Mag

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20111025-IMG_5267Negli Anni 50 per essere una ragazza moderna aspiravi a diventare segretaria. Ce lo racconta il film Tutti pazzi per Rose di Régis Roinsard (nelle sale il 30 maggio). Rose vive in un paesino della Normandia. Suo padre, vedovo, ha un emporio. Tra scatole di fagioli, salumi e Camembert, in vetrina troneggia una Triumph, la macchina da scrivere su cui l’imbranata Rose si esercita di notte. “Battere sui testi mi aiuta a non pensare”. Perché tutti vogliono da lei qualcosa, ma lei vuole solo fuggire. E diventare “una ragazza moderna”. Finirà assunta in prova da Louis, assicuratore di Lisieux, spavaldo e insicuro, che vuol fare di lei una campionessa delle gare di velocità dattilografe.

Déborah Francois e Romain Duris (nelle foto) sono perfetti, una gioia per gli occhi sono gli abiti anni 50 e le inquadrature alla Billy Wilder. Bisognerebbe andare a vedere il film solo per il cromatismo dei rossi dei rosa degli arancio e dei viola. Per ricordare quando si fumava ovunque e l’impertinente Rose chiede al capo di non farlo in ufficio: “Smetterò solo quando una legge me lo impedirà”. Ci sono voluti 60 anni.

Tutti pazzi per Rose non è solo una commedia romantica retrò. È un film contemporaneo. Ancora oggi, in Italia, si elegge la “Segretaria dell’anno” (guardate  www.secretary.it). Si chiamano assistenti,vabbé. Io conosco segretarie-assistenti docili ed efficienti, segretarie dominanti che si rifiutano di portare il caffè, segretarie che sono le vere manager dell’azienda (ma non ditelo al capo). E moltissime che, de facto, hanno licenziato stagiste e stagisti, praticanti legali, aspiranti commercialisti.POPULAIRE_IMG_3070
Non so se oggi diventare segretaria sia l’aspirazione di una ragazza contemporanea. Ma come dice Lucy Kellaway sul 
Financial Time del 27 maggio, “Dopo la laurea, avere un lavoro al di sotto delle aspirazioni è assai meglio che non averne nessuno per mesi”. Segretarie d’Italia, unitevi.

Cristina Bianchi

Forza, sotto i pulsanti Twitter e Facebook voglio leggere le storie di tutte le segretarie d’Italia, potete farlo anche in forma anonima 😉

Cerchi un lavoro, ti offrono un bel volontariato

28 Set

«Buongiorno, ha visto il mio curriculum?» «Oh sì, grazie, interessante. Sto proprio organizzando una serata per lanciare la mia organizzazione. Le va di aiutarmi? Vorrebbe partecipare come volontaria all’“evento”?». «No grazie, ho quasi quarant’anni, un curriculum lungo un chilometro. Ho lavorato (retribuita) in Africa, in Medio Oriente, in Nordeuropa, ho studiato in Inghilterra. Devo continuare a mantenermi».
Questo più o meno il colloquio surreale di B., esperta di istruzione a distanza, project manager per diverse Ong, in cerca di lavoro (anche) in Italia. Dove sta lo scandalo? Che all’estero, dice B., “nessuno mi avrebbe mai risposto così”. Il lavoro è lavoro. Il lavoro si paga. Il volontariato è un’altra, nobilissima, cosa.
Nel mondo dei media, questo è un argomento d’attualità: blogger che vengono invitati a scrivere gratuitamente, perché l’Huffington Post nobilita chi lo fa. Giovani giornalisti pagati 3 euro a pezzo, e così via. Ma non accade solo nel settore della comunicazione.

Raccontate qui sotto la vostra storia!

Cristina Bianchi

Capo, prometto di esserti fedele sempre

16 Mag

Racconta Lucia de Stefani, una delle ventenni di “A” che vive e lavora a New York: “Quando invii un curriculum negli Stati Uniti per cercare lavoro, devi curare la forma, scriverlo su carta di ottima qualità, condensare la vita in una pagina. Ma attenzione a non scrivere la data di nascita. Perché nessuno dev’essere discriminato in base all’età (oltre che al sesso, alla razza, allo stato civile).

Demi Moore e Michael Douglas nel film “Rivelazioni”Al colloquio di selezione non ti chiederanno se sei sposata, se hai figli, tantomeno se pensi di farli. Anche la foto, per questi motivi, non è gradita. Non so se sorridere o no ripensando ai miei colloqui in Italia (“Sei fidanzata? Pensi di sposarti?” “Macché”. Poi, l’ho fatto subito dopo durante un contratto a termine. “E ora vorrai fare dei figli?” “Per carità”. Per fortuna sono arrivati. Non giudico chi mi ha posto queste domande. Erano donne in gamba. Era nel gioco delle parti e ho omesso quel che andava omesso con assoluta spontaneità.
Ma che abisso tra le regole americane e le nostre policy scritte e non scritte.

Cristina Bianchi

E voi, che ne pensate?
Raccontate qui sotto la vostra storia.  (l’ indirizzo mail non comparirà).

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