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Cerchi un lavoro, ti offrono un bel volontariato

28 Set

«Buongiorno, ha visto il mio curriculum?» «Oh sì, grazie, interessante. Sto proprio organizzando una serata per lanciare la mia organizzazione. Le va di aiutarmi? Vorrebbe partecipare come volontaria all’“evento”?». «No grazie, ho quasi quarant’anni, un curriculum lungo un chilometro. Ho lavorato (retribuita) in Africa, in Medio Oriente, in Nordeuropa, ho studiato in Inghilterra. Devo continuare a mantenermi».
Questo più o meno il colloquio surreale di B., esperta di istruzione a distanza, project manager per diverse Ong, in cerca di lavoro (anche) in Italia. Dove sta lo scandalo? Che all’estero, dice B., “nessuno mi avrebbe mai risposto così”. Il lavoro è lavoro. Il lavoro si paga. Il volontariato è un’altra, nobilissima, cosa.
Nel mondo dei media, questo è un argomento d’attualità: blogger che vengono invitati a scrivere gratuitamente, perché l’Huffington Post nobilita chi lo fa. Giovani giornalisti pagati 3 euro a pezzo, e così via. Ma non accade solo nel settore della comunicazione.

Raccontate qui sotto la vostra storia!

Cristina Bianchi

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Capo, prometto di esserti fedele sempre

16 Mag

Racconta Lucia de Stefani, una delle ventenni di “A” che vive e lavora a New York: “Quando invii un curriculum negli Stati Uniti per cercare lavoro, devi curare la forma, scriverlo su carta di ottima qualità, condensare la vita in una pagina. Ma attenzione a non scrivere la data di nascita. Perché nessuno dev’essere discriminato in base all’età (oltre che al sesso, alla razza, allo stato civile).

Demi Moore e Michael Douglas nel film “Rivelazioni”Al colloquio di selezione non ti chiederanno se sei sposata, se hai figli, tantomeno se pensi di farli. Anche la foto, per questi motivi, non è gradita. Non so se sorridere o no ripensando ai miei colloqui in Italia (“Sei fidanzata? Pensi di sposarti?” “Macché”. Poi, l’ho fatto subito dopo durante un contratto a termine. “E ora vorrai fare dei figli?” “Per carità”. Per fortuna sono arrivati. Non giudico chi mi ha posto queste domande. Erano donne in gamba. Era nel gioco delle parti e ho omesso quel che andava omesso con assoluta spontaneità.
Ma che abisso tra le regole americane e le nostre policy scritte e non scritte.

Cristina Bianchi

E voi, che ne pensate?
Raccontate qui sotto la vostra storia.  (l’ indirizzo mail non comparirà).

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