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Lago Maggiore il silenzio che rigenera 

23 Apr

Sono venuta al lago giusto in tempo per godermi il tramonto. Fuori dal tempo. Fuori dalle notizie. Black out mentale così davvero rigenerante come scriveva ieri Elvira Serra sul Corriere della Sera. Il lago per i milanesi e i bustocchi è così. Al sabato, silenzioso. Dolce e rassicurante quando arrivano i primi caldi e i cittadini scappano al mare, in coda per ore per arrivare a Genova. Il lago è slow. Se non ci sei nato ti conquista a poco a poco. Se ci sei nato, forse, vorresti fuggire. Ma io non ci nacqui 🤣

Cristina Bianchi 

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La vostra gita di Pasquetta 

18 Apr

Come è andata la gita di Pasquetta? Oggi al lavoro non si parla d’altro così come nei tempi morti si parla del meteo e a pranzo si parla sempre di cibo. 

Io per una volta ho cambiato meta e trascinata da Flavia & C sono finita in Val brembana. Avete presente un imbuto di auto?

Non solo. Secondo la legge di Murphy che ben mi perseguita, in montagna nuvole e pioggerelle, sul mio balcone a Milano sole stupendo. 

Però che bellezza rivedere gli amici, scarpinare nel bosco e brindare col vino 🍷 rosso profumato delle valli. Ho anche scoperto un pezzo di storia. Quella della famiglia dei Tasso, i primi a inventare la posta moderna in Europa, che da un buco di valle, grazie alle guerre e allo spirito industriale dei tempi, hanno esportato in Europa la posta moderna. Fino a ricevere il titolo nobiliare di Thurn und Taxis. Per non parlare di Torquato Tasso, nato a Sorrento ma con gli avi originari di qui. 

E voi, raccontatemi la vostra Pasquetta!

La strategia del gatto (o dello scoiattolo)

5 Apr


« La vita non è uno scherzo. / Prendila sul serio,come fa lo scoiattolo, ad esempio, / senza aspettarti nulla

dal di fuori o nell’al di là. / Non avrai altro da fare che vivere. »

(Alla vita)

Di Hazim Hikmet

Foto ©Cristina Bianchi 

Il bello del Giambellino

31 Lug

Come il Cerrutti Gino, io abito al Giambellino.
Il bello del Giambellino è incontrare due vecchietti che passeggiano mano nella mano.

Il bello del Giambellino è la cortesia e la rapidità di servizio della signora dell’ex bar della mala.
Il vantaggio di questo quartiere, a metà strada tra via Solari e il Bronx, è gustarsi con tua figlia il kebab “completo” più buono di Milano servito da signori turchi gentili.
Il bello è correre lungo i Navigli e incontrare chi non ti aspetti. Fare una pausa a San Cristoforo, deserta tra un matrimonio e l’altro, e ascoltare la musica classica. Il bello è una piazza che si chiama Enrico Berlinguer e fino a ieri non c’era. E oggi ci trovi una bellissima libreria, Gogol, inventata da due ragazzi.

Il bello del Giambellino è il cielo di Lombardia quando è bello, visto da casa mia.
Il brutto c’è, eccome, ma oggi non voglio parlarne.

Cristina Bianchi

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Capodanno, la lista della spazzatura

31 Dic

Io non credo al Capodanno. Ma amo le liste. E siccome oggi non ho proprio il tempo di fare la lista delle cose da tenere e da buttare, intanto vi regalo questa foto.

Il mio ex Mac ad "A"

Il mio ex Mac ad “A”

E’ quella della mia postazione al lavoro, dopo la chiusura del giornale in cui per tanti anni abbiamo lavorato. E’ una foto triste. E’ tra le “cose da buttare”.
Ma dipende da come la guardi.
A volte si parcheggia anche una Ferrari. Basta custodirla per bene. Io ho cercato di farlo con me stessa. Non sempre ci sono riuscita.
Ho cercato di mettere a frutto il lavoro di anni, la professionalità. Ho cercato di essere paziente. Ma per fortuna, non ho perso la capacità di arrabbiarmi. Quando serve.
Ognuno custodisca e si lasci custodire da mani buone.
Buon 2014 a tutti!!

Le francesi, la Nutella (e il tasso di fecondità)

13 Ago

“Come sono giovani, come sono chic… come sono fertili le donne francesi”. Durante una recente vacanza in Provenza, tra fiumi meravigliosi e lungo le spiagge libere a sud, ci pensavo spesso.

Le mamme francesi arrivavano con ombrellino parasole, telo mare, piccola borsa frigo. C’è chi si portava la madre (o la suocera), nonna sportiva in pareo, chi scendeva con marito, sorelle, cognati, nipoti, insomma, una grande tribù.Image

Forse non è vero che noi italiane abbiamo più senso della famiglia. Certo, ho scelto d’istinto tappe e località fuori mano, più per sportivi che per signore bon-chic. E non dico che le francesi non avessero le loro grane. Le ho sentite perdere le staffe, sgridare bambinetti piuttosto innocenti – perché se porti un moccioso in spiaggia, non puoi pretendere che non si rotoli nella sabbia, o non resti tra le onde più del dovuto. Ma le francesi isteriche sono un’eccezione.

Una famiglia di ciclisti lungo il fiume Verdon

Una famiglia di ciclisti lungo il fiume Verdon

Più consuete, invece, le famiglie numerose: due, tre, quattro figli. Secondo l’Ined, Istituto nazionale di studi demografici, nel 2012 in Francia sono nati 792mila bambini e il tasso di fecondità medio resta stabile a due figli per donna, uno dei massimi in Europa.
In Italia, per l’Istat, la natalità è di nuovo in calo dal 2009: nel 2011 (ultimi dati disponibili) il tasso di è sceso a 1,39 figli per donna. Colpa sicuramente della crisi: lo conferma uno studio europeo dell’’Istituto tedesco Max Planck per la ricerca demografica.

Eppure la crisi morde anche in Francia, fa traballare il governo Hollande. Al di là dei soliti discorsi sul Welfare, che Oltralpe funziona ancora, mi pare che le ragioni non siano solo quelle dei numeri.

Ci vuole una certa “sana avventatezza” a fare figli presto, “a fare coppia presto”, a “scommettere sul futuro”. Dev’essere lo stesso entusiasmo che porta le francesi a imbarcarsi tra le dune selvagge con sorelle, nipoti, suocere e cognati, attrezzate con carico leggero, prosciutto in busta e pan carré. Tanto, lo sanno: prima o poi lungo la Côte passa il carrellino con una bella ragazza che, nonostante i 40 gradi, ti seduce con un fragrante beigné. E ci spalma sopra mezzo chilo di italianissima Nutella.

Da Roma a Lampedusa, quando sei nato non puoi più nasconderti

2 Lug

Siamo tutti un po’ migranti. O lo siamo stati. O lo sono stati  i nostri nonni. Forse lo saranno i nostri figli.
Lunedì 8 luglio papa Francesco visiterà l’isola di Lampedusa, “in forma privata”. Un gesto, un altro segno di rottura del vescovo di Roma.

Francesco Bergoglio

Francesco Bergoglio


Lui stesso è figlio di emigranti. Papà Mario era un funzionario delle ferrovie,  salpò nel 1928 da Genova per Buenos Aires.  Lunedì suo figlio andrà a pregare per gli emigranti: i vivi, i senza diritti, quelli che in mare hanno perso la vita.

Qualche anno fa ho assistito a uno sbarco di africani. Ero nella lunghissima spiaggia oltre Punta Secca, in provincia di Ragusa, quella vicino alla “casa” di Montalbano in tv. 

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Arrivarono alle tre del pomeriggio con un barcone, in una quarantina. Indossavano tutti un giubbotto e un cappellino blu.
Da lontano, potevi scambiarli per  turisti. Erano molto giovani. Calmi. Sfiniti
Scesero uno a uno, senza fretta,  tanto che all’inizio non ero neppure sicura che fosse un vero sbarco. 

Dissero “Bonjour”, e rapidamente corsero su per le dune, gli orti, le  serre di pomodori, gli sterrati. Poi chissà.

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La riserva di Vendicari, in Sicilia

Chissà dove è finito il loro viaggio. Per molti il percorso è noto e l’ha raccontato molto bene Fabrizio Gatti nei suoi reportage sull’Espresso

Come cambierà la nostra vita migrante e la loro, dipende anche da noi.

Cristina Bianchi

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