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Il Burkini e il corpo delle donne

17 Ago

Non è facile esprimere un’opinione sul caso del burkini vietato l’estate scorsa in alcune spiagge francesi, come l’elegantissima Cannes. 

Il burkini è il costume coprente dalla testa alle caviglie che alcune musulmane osservanti indossano per andare al mare. Costrette dalla famiglia? Per libera scelta?
In ogni caso, uno Stato che imponga alle donne come abbigliarsi, in nome della laicità o della fede, lascia comunque perplessi. 

Francia, signora in burkini in spiaggia

Allora che facciamo: burkini no e topless sì? Topless sì, magari solo fino a 40 anni? Burkini no ma sì al costume intero con pantaloncini? (Come quello, ad esempio, di  una signora peruviana che conosco, la quale preferisce non mostrare le sue grazie in piscina). Insomma, un bel garbuglio. D’altra parte, non bisogna dimenticare che quando la religione diventa tradizione imposta, o peggio ancora legge, le nuove generazioni rischiano la libertà, il futuro e qualche volta la vita. Per questo consiglio di vedere a tutti  (o rivedere) il film Mustang, candidato francese agli Oscar 2015. Racconta la storia di cinque ragazze turche che, dopo aver fatto un bagno (vestite) in mare insieme ai compagni di scuola (vergogna!), vengono recluse in casa dal padre-padrone. E cercano di sfuggire alla loro prigione. A costo della vita.

Una scena del film Mustang: cinque sorelle turche prendono il sole in bikini nella casa-prigione costruita dal loro padre. Tentano così di sfuggire all’oppressione paterna.


Cristina Bianchi

Scusi, ha visto un ladro di rossetti?

11 Set

E poi arriva il giorno in cui non hai più smalti per le unghie, ti spariscono gli eye-liner, ti scompaiono gli ombretti. Non trovi nemmeno i fermagli per capelli.
I tuoi sandali eleganti, che centellini per non abusare dei piedi di quarantenne, mostrano il tacco già  segnato. «Sì mamma, li metto in casa con le amiche, giochiamo alle signore. Vero che me li presti?».

Una scena dal film “Little Miss Sunshine”

Una scena dal film “Little Miss Sunshine”


Volevo una figlia femmina. Eccone due, preadolescenti. Volevo la bicicletta, e pedalo, zigzagando tra i video di Clio Make Up, la reginetta del trucco youtube, e le vetrine di Abercrombie. Sono una fashionista riluttante e con scarso entusiasmo accompagno le ragazze (13 e 11 anni) a fare shopping, in qualità di madre bancomat. E annaspo per casa alla ricerca del beauty perduto. 

«Mamma ti vesti da schifo, sei antica», dicevano sempre, e dicono ancora. Che fortuna…, ho pensato. Poi hanno cominciato a trafugare anche dalla cabina armadio: piccoli coprispalle, quelle t-shirt troppo strette che a me fanno tanto Paolina Borghese e a loro arrivano alle ginocchia, e portafogli, e pochette. Dal bagno continua il saccheggio: rossetti, ombretti, mascara. Finisce che non trovo mai la spazzola giusta, la crema rigenerante, il balsamo per capelli. Se devo uscire di corsa, scompare la matita viola per gli occhi. Facile no?, penserete. Basta triplicare tutto: pettini, spazzole, balsami, shampi, kajal. Purtroppo no. Vengono inghiottiti nell’antimateria, nel buco nero della vanità femminile taglia XS.

Prove d'ombretto con autoscatto. E l'iPhone diventa il tuo specchio

Prove d’ombretto con autoscatto. E l’iPhone diventa il tuo specchio

 Eppure sono un tipo spartano, io: alla mattina trucco in 120 secondi, perché a scuola con l’undicenne si va spesso insieme, a piedi o col tram («Mami, sei sempre in ritardo, corri che  poi mi devi firmare la giustifica!»).

Le mie figlie e le loro amiche, semplicemente, seguono il trend. A noi sembrava un po’ truzzo andare alle feste con sei chili di Rimmel? Oggi è sacrosanto frequentare gli scout e oratori con reggipetto in vista e canotta col pizzo.
A Milano, i negozi di lingerie per giovanissime sono presi d’assalto. Gli scaffali dei prodotti di bellezza, di più. Secondo gli ultimi dati del centro Studi di Cosmetica Italia, il mercato interno del settore è in leggera flessione (-2,4%), tiene bene l’export; ma le italiane non rinunciano, non riducono i pezzi acquistati. Sono solo più risparmiose.

 «E le aziende sono molto attente alle teenager, come prime clienti e future big spender», spiega Gian Andrea Positano del Centro Studi e Cultura d’Impresa di Cosmetica Italia. «I nostri prodotti sono da sempre i più sicuri». Quello delle giovani e giovanissime è un target  appetibile: «Dai 13 ai 18 anni il mercato pesa intorno al 3-4% del fatturato. Circa 200-250 milioni di euro l’anno».

 Volevo una figlia femmina, eccone due. Future big spender. Ma ogni tanto, quando vedo il mio nipotino maschio di due anni – una furia – sogno di giocare a rugby, tirare due calci al pallone, tornare a rotolarmi nel fango. O no?

Cristina Bianchi

E voi? Figlie o figli “adultescenti” vi hanno mai rubato il beauty, il profumo, la polo da fighetto? Scrivete sotto nello spazio commenti, basta registrare la propria mail (che non sarà pubblicata).

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