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Mamme lavoro e post-maternità 

30 Apr

Particolare di “Maternità” di Matteo Curcio

Oggi vorrei condividere con voi questo interessante articolo di Rita Querzé pubblicato su La 27esima Ora

Ecco tutto i motivi per cui dopo la maternità le donne guadagnano meno.

La 27esima ora

Quando tua figlia apre un blog, rischi di chiudere il tuo

9 Mag

Quando tua figlia apre un blog, sei finita. Computer sequestrato. iPad spesso occupato, perché lei scatta foto, riprende video, chatta con le amiche. E tu, in teoria, devi regolare il traffico, cercare di contenere gli orari, avvertire continuamente: non accettare caramelle dagli sconosciuti.
Sembrano parole al vento. Una fatica improba.

La bravissima neoblogger

La bravissima neoblogger


Ok, non è l’unico motivo perché i miei post latitano da un po’. In mezzo, un cambio repentino di lavoro. Dalle videonews di nuovo a un magazine settimanale, Oggi: nuove regole, nuovi colleghi, un mondo da scoprire. Bello, per fortuna. Ma qui su wordpress continuerò a divagare. È una minaccia 😉

Porta anche tu il babbo al lavoro!

20 Set

La ripresa è timidissima. La disoccupazione giovanile galoppa. In Italia può quindi far sorridere l’iniziativa “Porta i tuoi genitori in azienda”, promossa nel mondo per il 7 Novembre 2013 dalla rete sociale LinkedIn. “Vieni papà, ti porto in azienda. Ops, quale azienda?”.

Nuove professioni: gladiatori per show, all'arena romana di Nîmes.

Nuove professioni: gladiatori per show, all’arena romana di Nîmes.


Eppure è un’iniziativa interessante (vedi il sito). Un italiano su tre lo ammette: non sa descrivere bene che cosa fa al lavoro sua figlia (o suo figlio). Lo svela la ricerca condotta per LinkedIn da Opinium Research (che ha intervistato 16.102 persone nel mondo, 1.003 in Italia).
La buona notizia è che gli italiani non finiscono agli ultimi posti. Insomma, non sembrano i più disinformati, i più imbranati.

In Europa, i genitori che si raccapezzano meno tra le nuove professioni (User Interface Designer, chi era costui?) sono piuttosto i francesi. Ah, la Culture! Si vede che non basta.
Ma quali sono i 10 lavori che i genitori italiani fanno più fatica a capire? Al primo posto, la professione di Attuario (83%) seguita dall’User interface designer (76%). E poi, che mai faranno il Data Scientist, il Revisore Contabile, il Social Media Manager?

Professione camariere: ma se il ristorante si allaga...

Professione cameriere: ma se il ristorante si allaga…

Alcune delle categorie meno comprese sono in realtà affascinanti. L’Attuario, per esempio, è professione antica (e forse, da antichi). È un professionista che lavora nelle assicurazioni: calcola la probabilità che un tale evento da assicurare si verifichi; sulla base dei suoi calcoli, aiuta la compagnia a stabilire gli importi delle polizze. P.S. Non invido gli attuari delle assicurazioni della Costa Concordia: potevano prevedere l’inchino?

Ma torniamo al Bring In Your Parents Day (cliccando qui potete vedere un video girato negli uffici LinkedIn a Dublino). Scopo del progetto è incrociare generazioni, favorire la comunicazione tra genitori e figli sul tema del lavoro e i consigli. A voi lascio solo una domanda: portereste sul vostro luogo di lavoro mamma e papà?

Cristina Bianchi

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Rischi di perdere il lavoro? Scriviamo insieme la lista delle cose da fare

11 Giu

Una delle passioni del nostro tempo è compilare la “to do list”, la lista dei buoni propositi e delle cose da fare: per il nuovo anno, per l’arrivo di un figlio, per non restare a lungo single, per migliorare la propria posizione…
Americanate? Sì, ma gli anglosassoni sono pragmatici. E a volte i consigli aiutano, magari solo per capire che non fanno per te.
Qui voglio scrivere con voi la lista delle “10 cose da fare se rischi o hai già perso il lavoro”.

La pizzeria occupata a MIlano, prima dello sgombero

La pizzeria occupata a MIlano, prima dello sgombero

Scegliamo 10 punti fissi. Io ve ne suggerisco 5, gli altri pensateli voi!

1) Formatevi: che siate operaia, sarta o manovale della conoscenza, non importa. Il mondo corre in fretta. Iscrivetevi a un corso per apprendere qualcosa di innovativo sul vostro mestiere . Non è gratis? Investite su di voi.
2) Depressione, vade retro. È lì, in agguato. Le donne lo sanno, gli uomini non ne parlano. Non lasciatevi andare, chiedete aiuto in caso di bisogno: un’amica, un medico, un parente. Non state troppo sole.
3) Apritevi al mondo. Vi verrà la tentazione di chiudervi, soprattutto se avete perso le sicurezze. Niente di male a dire: “Cerco lavoro”. Non è una parolaccia.
4) Divertitevi: sì divertitevi.  Ci sono cose che amate fare? Se non ora, quando?
5) Siate generose. Guardatevi intorno. Molti potrebbero aver bisogno della vostra esperienza.  Ma non fatevi sfruttare da chi non lo merita. La vostra competenza ha un valore, e un prezzo.

E ora? Aggiungete i vostri 5 punti! (sotto i pulsanti di Twitter e Fb c’è spazio per i commenti)

Cristina Bianchi

La community del metro dove chi legge parla

1 Giu

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Anche il metró, a Milano, ha la sua community di viaggiatori connessi, disconnessi tra loro. “Nessuno parla più con l’altro. E in realtà nessuno legge. Smanettano” osserva il mio collega Silvano.
Mi ci metto dentro, in pieno. Io ho scritto questo post di ladyatwork sull’iphone dal metró. MM2, direzione cologno nord.
È come se inconsciamente i viaggiatori si distribuissero in tribù. Davanti a me ci sono gli smanettoni. Più avanti, studenti o ricercatori del Politecnico con romanzi di Sellerio, appunti da studiare. Chi legge su carta chiacchiera col vicino. Chi smanetta sembra perso nel suo solipsismo, ma forse comunica, chatta.
Le ricerche dicono che le donne stanno più tempo sul web ma qui la community del metró 2, suggerisce un pareggio.

E voi? Sui mezzi pubblici leggete su carta, dormite o digitate sui vostri tablet o smartphone?

Cristina Bianchi

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La vera ragazza moderna vuole fare la segretaria

28 Mag

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20111025-IMG_5267Negli Anni 50 per essere una ragazza moderna aspiravi a diventare segretaria. Ce lo racconta il film Tutti pazzi per Rose di Régis Roinsard (nelle sale il 30 maggio). Rose vive in un paesino della Normandia. Suo padre, vedovo, ha un emporio. Tra scatole di fagioli, salumi e Camembert, in vetrina troneggia una Triumph, la macchina da scrivere su cui l’imbranata Rose si esercita di notte. “Battere sui testi mi aiuta a non pensare”. Perché tutti vogliono da lei qualcosa, ma lei vuole solo fuggire. E diventare “una ragazza moderna”. Finirà assunta in prova da Louis, assicuratore di Lisieux, spavaldo e insicuro, che vuol fare di lei una campionessa delle gare di velocità dattilografe.

Déborah Francois e Romain Duris (nelle foto) sono perfetti, una gioia per gli occhi sono gli abiti anni 50 e le inquadrature alla Billy Wilder. Bisognerebbe andare a vedere il film solo per il cromatismo dei rossi dei rosa degli arancio e dei viola. Per ricordare quando si fumava ovunque e l’impertinente Rose chiede al capo di non farlo in ufficio: “Smetterò solo quando una legge me lo impedirà”. Ci sono voluti 60 anni.

Tutti pazzi per Rose non è solo una commedia romantica retrò. È un film contemporaneo. Ancora oggi, in Italia, si elegge la “Segretaria dell’anno” (guardate  www.secretary.it). Si chiamano assistenti,vabbé. Io conosco segretarie-assistenti docili ed efficienti, segretarie dominanti che si rifiutano di portare il caffè, segretarie che sono le vere manager dell’azienda (ma non ditelo al capo). E moltissime che, de facto, hanno licenziato stagiste e stagisti, praticanti legali, aspiranti commercialisti.POPULAIRE_IMG_3070
Non so se oggi diventare segretaria sia l’aspirazione di una ragazza contemporanea. Ma come dice Lucy Kellaway sul 
Financial Time del 27 maggio, “Dopo la laurea, avere un lavoro al di sotto delle aspirazioni è assai meglio che non averne nessuno per mesi”. Segretarie d’Italia, unitevi.

Cristina Bianchi

Forza, sotto i pulsanti Twitter e Facebook voglio leggere le storie di tutte le segretarie d’Italia, potete farlo anche in forma anonima 😉

Tra i 40 e i 50 anni, la nostra We-We-Me generation

24 Mag

Time ha dedicato la sua copertina alla Me Me Me Generation, trentenni cresciuti nel boom anni 80, narcisi e un po’ viziati, che oggi fanno i conti con una recessione arrivata senza preavviso (soggettivamente parlando). 
Ma vogliamo parlare anche di noi? Donne, tra i 40 e i 50, che giocavamo alla Barbie, saltavamo all’elastico con le Tepa Sport, e non avremmo mai indossato un Moncler perché era da paninari

Installazione Samsung al Tortona fuori salone, 2013

Installazione Samsung al Tortona fuori salone, 2013

Abbiamo studiato, agguantato un lavoro, messo al mondo bambini. O anche no.
Io  ho due figlie. Ora che sono più grandi respiro, ritrovo un po’ d’energia, vorrei fare meglio e continuare a scoprire il mondo. Invece, come molte altre, rischio di perdere  il lavoro. 
Ma c’è anche il bello della nostra generazione, che ha respirato  gli anni 70: il non rassegnarsi a una dimensione individuale dell’esistenza. Non c’è solo il Me-Me-Me.IMG_4755

C’è anche il We, il Noi. È non è semplicemente una questione di famiglia o di maternità. C’è la dimensione comune che nessun teleworking potrà sostituire. Le discussioni, gli scazzi tra colleghi. Il bookcrossing tra amici che esiste da secoli, prima di diventare moda.

Non mi rassegno a tornare mamma full-time. Né a pensare di cambiare il mondo da sola.

 

E voi? Che ne pensate? Lasciate sotto il vostro commento

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