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Yes, We Scan. Il cortocircuito tra media e 007 che ha cambiato il mondo

28 Ott
Le proteste contro il Datagate negli usa

Le proteste contro il Datagate negli usa

In principio fu Julian Assange, a scardinare il mantra che un segreto è un segreto è un segreto. Ed è bene che resti  tale. Ma in principio furono anche Bob Woodward e Carl Bernstein del Washington Post con la loro Gola Profonda che tenne desta l’attenzione sullo scandalo Watergate fino alle dimissioni di Nixon.

O ancora in principio fu Giosuè, che prima di conquistare Gerico inviò un paio di spie a preparare il terreno: dormirono casa di una prostituta, ma la Bibbia precisa che non ne approfittarono.

Oggi in tempi di Datagate e delle ultime rivelazioni di Snowden sugli 007 britannici, che in sostanza spiavano tutti, italiani compresi, triangolando con gli Stati Uniti le informazioni, nulla di fatto è cambiato. Eppure è cambiato tutto, per la potenza di fuoco dei mezzi, la vastità di dati, la velocità di diffusione nel web. 

E se fa un certo effetto pensare al cellulare di Angela Merkel  sotto controllo, secondo quanto già emerso dall’inchiesta di Napoli (e riportato da Il Fatto, Repubblica e dal Corriere della Sera), nel 2011 il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e Valter Lavitola si parlavano al telefono usando  cellulari panamensi e una scheda telefonica intestata a un  peruviano. Visti i tempi, come biasimarli?

http://youtu.be/Pk-nrkq6ObA

Occhio, il nemico ti ascolta. Per questo fa ancora più effetto vedere al cinema Il Quinto Potere, il film di Bill Condon sulla storia per molti lati ancora controversa di Julian Assange, l’hacker fondatore di Wikileaks, la piattaforma nata nel 2006 con lo scopo di pubblicare informazioni segrete, garantendo l’anonimità delle fonti.

Un’avventura cominciata con la diffusioni di documenti di una grande banca svizzera che rivelavano il riciclaggio di denaro, poi sulla corruzione in Kenya,  prove di un incidente nucleare in Iran. Per culminare nel 2010 con l’accesso a 91mila documenti sulla guerra in Afghanistan, 400mila su quella in Iraq e 250mila cablogrammi riservati dalle ambasciate diplomatiche di tutto il mondo. 

Assange ne emerge come figura complessa, con molti lati oscuri, problemi psicologici personali. 

Il film infatti non è piaciuto all’attivista australiano, tuttora rifugiato nell’ambasciata ecuadoriana di Londra. Non è un film sbilanciato tutto dalla sua parte, né quando lo mostra tingersi i capelli di bianco (un’ossessione, secondo il film) né per la sua nota spregiudicatezza di voler rivelare tutto e subito, anche mettendo a rischio la vita delle sue fonti.

Questo è film estremamente attuale, proprio perché lascia molte domande senza risposta. Che cosa è giusto divulgare e che cosa è giusto tacere? Qual è il nuovo ruolo dei media rispetto al Citizen journalism?

Molto gustose le scene con le reazioni dei diplomatici americani che vedevano stampate in prima pagina i loro giudizi impietosi sui colleghi stranieri e che in questo blog vi anticipo.

 

Ora, raccontate voi l’effetto che fa. Quanto può turbare sentirsi spiati al telefono, via mail, quando siamo noi stessi spesso a mettere tutto in piazza sui social network? E in politica: si può tracciare un giusto equilibrio   tra sicurezza e democrazia?

L’aperitivo per sole donne, il dopocena per soli uomini

13 Giu

Dagli happy hour al femminile ai salotti televisivi. Da un mondo di donne protagoniste e sorelle, a un mondo di regole scritte da uomini.

Le professioniste di Pwa

Le professioniste di Pwa

Ieri sera ho partecipato a un aperitivo organizzato da PWA, Professional Women’s Association of Milan, gruppo internazionale di donne con storie professionali diverse. Lo scopo: fare network, scambiarsi idee e consigli. Migliorare la propria posizione e (perché no?) l’azienda in cui lavori.

Alcune osservazioni:
1) C’è un ricco buffet. Più che mangiare, però, si chiacchiera molto. Forse perché le donne amano parlare? Sì, ma anche perché si è lì per conoscersi, scambiare esperienze.
2) È un network molto vario: c’è la giovane manager bancaria; c’è Patrizia, infermiera olistica. C’è Maria Teresa che ha aperto uno Show Room a Milano con abiti (bellissimi) ideati da lei; c’è Alessandra, avvocato di un grande studio legale, itinerante tra il suo mare di Genova e Milano; ci sono Valentina e Maria Chiara ai vertici di un’azienda di automazione; e poi Romina del grande studio legale internazionale, Roberta che guida la comunicazione di una multinazionale… E potrei continuare.
3) Può sembrare forzato concentrare in due ore tante strette di mano, memorizzare nomi e volti. Però ho ricevuto molto, raccolto molti consigli. Anche per questo blog.

Poi, poi torno a casa.

Un momento di Jump

Un momento di Jump


La tv è accesa su Canale5: Jump – Stasera mi tuffo con Teo Mammuccari. Show divertente e demenziale. Ci sono, tra gli altri, Anna Falchi e Nadia Rinaldi alla prova nei tuffi. Corpi di donne, di body builder, di fisicati e morbidose, carne, emozioni, giudici che dicono “Te do’ otto p’err coraggio”.

Spengo la tv, mando a nanna mia figlia, poi riaccendo su La7: a Bersaglio Mobile l’ospite nel mirino è Luigi Bisignani. Si parla di Prima repubblica, Andreotti, Tangentopoli, suicidi eccellenti, trame Vaticane, cardinali maneggioni. Ospiti in studio: Bisignani, Marco Damilano dell’Espresso, Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, Peter Gomez de Il Fatto, Paolo Madron direttore di Lettera 43 che ha scritto il libro-intervista a Bisignani L’uomo che sussurrava ai potenti (Chiarelettere). Mi incollo al video. Mentre rimbocco le coperte delle ragazze mi perdo la litigata del secolo tra Ferrara e Mentana. Il programma è interessante. Vado avanti. Finisco a letto tardissimo. Poi rifletto. Qui si racconta l’Italia delle porcherie, fatte principalmente da uomini. Ma perché a commentarle, a litigare e a fare domande ci sono soltanto uomini?

Luigi Bisignani

Luigi Bisignani

ABSTRACT: Yesterday I joined an interesting happy hour at Professional Women’s Association – Milan. A useful meeting of talented women, from nurses to Ceos. Then, I came home and watched italian tv. On Canale5: demential talent show Jump, with women humiliated. On La7: very interesting talk show Bersaglio Mobile with anchorman Enrico Mentana, special guest Luigi Bisignani (under “attack”), and very smart columnists. I counted six men. Only men: why?

Cristina Bianchi
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