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La community del tram 14

24 Apr

Mi piace molto questa foto che ho scattato sabato scorso sul tram 14, quello che a Milano da zona Solari va in Duomo. Sono tutte a smanettare sullo smartphone: ragazze signore, tante straniere. Certo, potrebbero parlarsi tra loro. In realtà è una community viva. Molte ragazzine compulsano facebook insieme, organizzano il sabato sera. Non è bene che l’uomo sia solo. Neanche in tram. Che ne pensate?

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Anna, che avrà 20 anni nel 2033

15 Apr

Anna

foto

istallazione al fuori salone 2013, Milano

Anna è una bimba nata il 7 aprile che mi è molto cara. Avrà vent’anni nel 2033. È nata a Milano e le sue opportunità sono diverse da chi nasce oggi in Africa o in India. Non necessariamente migliori.
In italia l’Istat ha contato circa 200 mila senza lavoro tra i laureati sotto i 35 anni e la mobilità sociale si è ridotta.
Però non penso che il futuro di Anna sarà per forza peggiore del nostro.
Anna ha una mamma giramondo. Probabilmente farà esperienze di ambienti sociali diversi, imparerà le lingue, imparerà ad adattarsi.

Animazione remote control allo spazio Samsung in via Tortona 27, a Milano @Cristinbianchi

Fra pochi anni consulterà un device sfogliando lo schermo con il gesto di una mano, guidata dai sensori. Chissà che cosa mangerà, come si curerà, che cosa studierà.
Il mondo non si arrende. Le donne non si arrendono. Sapranno costruire un futuro migliore?
E voi, che ne pensate del 2033?

I giovani e il lavoro che non c’è: che si dice nel mondo

23 Mag

“Un mercato del lavoro più flessibile e una maggiore deregulation non aiuta”. Non aiuterà i giovani a trovare più in fretta un lavoro. Lo spiega al Financial Times Ekkehard Ernst, che guida l’Employment Trends Unit all’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO). Gli ultimi dati sulla disoccupazione giovanile nel mondo sono poco confortanti. L’Unione europea viaggia quest’anno su un tasso del 18%, il peggiore dal 2007 (era al 12,5%). E le previsioni fino al 2016 non fanno sperare in un miglioramento.L’agenzia delle Nazioni Unite invita i governi di Paesi come Grecia e Spagna  a prendere “misure per stimolare la crescita, avviare programmi infrastrutturali. Con un giovane su due senza lavoro in quelle regioni, la prima cosa da fare è favorire il ritorno dell’occupazione” continua Ernst.

Non c’è tempo da perdere. Poi si puó discutere su quali programmi infrastrutturali puntare in Italia. L’alta velocità non è tutto. C’è l’agenda digitale, ci sono energie rinnovabili ancora tutte da sfruttare, un patrimonio storico artistico che va in pezzi.

E voi che ne pensate? Da dove può ripartire l’Italia per ridare il lavoro ai giovani?

Lasciate qui sotto  il vostro commento

Capo, prometto di esserti fedele sempre

16 Mag

Racconta Lucia de Stefani, una delle ventenni di “A” che vive e lavora a New York: “Quando invii un curriculum negli Stati Uniti per cercare lavoro, devi curare la forma, scriverlo su carta di ottima qualità, condensare la vita in una pagina. Ma attenzione a non scrivere la data di nascita. Perché nessuno dev’essere discriminato in base all’età (oltre che al sesso, alla razza, allo stato civile).

Demi Moore e Michael Douglas nel film “Rivelazioni”Al colloquio di selezione non ti chiederanno se sei sposata, se hai figli, tantomeno se pensi di farli. Anche la foto, per questi motivi, non è gradita. Non so se sorridere o no ripensando ai miei colloqui in Italia (“Sei fidanzata? Pensi di sposarti?” “Macché”. Poi, l’ho fatto subito dopo durante un contratto a termine. “E ora vorrai fare dei figli?” “Per carità”. Per fortuna sono arrivati. Non giudico chi mi ha posto queste domande. Erano donne in gamba. Era nel gioco delle parti e ho omesso quel che andava omesso con assoluta spontaneità.
Ma che abisso tra le regole americane e le nostre policy scritte e non scritte.

Cristina Bianchi

E voi, che ne pensate?
Raccontate qui sotto la vostra storia.  (l’ indirizzo mail non comparirà).

Cara ministra Fornero, qual è la meglio gioventù?

9 Mag

Cara Ministra Fornero,
lei dice: “I nostri ragazzi sanno troppo poco, non conoscono le lingue, neppure la loro, non conoscono i rudimenti di aritmetica e matematica e, in taluni casi, non sanno fare neppure conti semplicissimi”.
Il messaggio, in  fondo, è sempre quello: ai miei tempi… Noi eravamo più educati, più secchioni, più preparati.  Lo sento ripetere da insegnanti genitori e professori. Tutto vero.
Guardate cosa scriveva un noto precettore:
La nostra gioventù è svagata, non sa piegarsi all’applicazione… A questo conduce la mobilità del loro animo, la vivacità della loro immaginazione, eccitate dalla nostra confidenza… Il fanciullo passa a ogni tratto dall’applicazione a’ balocchi, da’ balocchi all’applicazione… dalla stanza di studio, alla camera da letto, alla cucina, al giardino; ora leggicchia, ora chiacchiera, or canterella….
Era il pedagogista Raffaello Lambruschini. Si lagnava come noi  oggi (basta sostituire la parola computer o telefonino a balocchi).
Era il 1850

Ringrazio il professor Francesco Dell’ Oro (responsabile del Servizio Orientamento scolastico del Comune di Milano) per avermi fatto riflettere su questo: che peso, per i nostri ragazzi, sentirsi dire “La meglio gioventù, eravamo noi”.
Grazie alle iniziative che facciamo qui ad “A”, con A4job, incontro  spesso giovani preparati, poliglotti, che magari  hanno studiato lavorando di notte. Dire “I ragazzi di oggi non studiano” “All’estero si fa meglio” cara ministra Fornero, non solo è ingeneroso. È deprimente.
Certo, ci vuole più meritocrazia. Ma anche un’iniezione di fiducia di questi tempi non farebbe male.
Cari quindicenni, cari ventenni, credeteci: sarete meglio di noi. Potrete imparare dai nostri errori, se qualcuno vi insegnerà l’arte del dubbio. Il mondo è vostro, custoditelo per il futuro. Noi, esodati o no, ci faremo più in là per lasciarvi un posto.

Cristina Bianchi

(lascia qui sotto un commento, il tuo indirizzo mail non sarà visibile)

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