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Trump sottovento, e i capelli volano via

8 Feb

Il presidente Usa Donald Trump

Avete visto Donald Trump mentre scende dall’Air Force One e il vento gli scompiglia la pelata? Il re è nudo, direbbe Andersen. Non bastavano le interviste alla pornostar Stormy Daniels, amante di una notte e pagata per tacere secondo il WSJ, a metterlo in cattiva luce. Ora il barbatrucco (svelato pure da Melania: “Mio marito si pettina col riporto”) è servito sui media e viaggia su Internet in forma di video virale. Mai come oggi Il corpo del Capo (si veda il bel libo di Marco Belpoliti) ha tanta importanza.
Certo, anche gli antichi leader si curavano dell’aspetto, da Cesare agli Imperatori Romani, per non parlare del Barbarossa. Ma oggi flash e telecamere si dirigono subito lì, sulla testa. Ricordiamo Berlusconi e le sue bandane, i capelli trapiantati e ora forse rinvigoriti da toupet o da  matita sapiente. Bene, non è il primo né l’unico a tenerci. Perfino Obama ha scherzato più volte sui suoi capelli, diventati bianchi alla Casa Bianca. Gentiloni, tra i leader europei, li conserva ancora un po’ folti, con una timida riga in mezzo. E chissà se dureranno fino al quattro marzo… Angela Merkel cambia taglio ogni legislatura, e qualche volta più spesso. Theresa May viene schernita, a torto,  per le spettinature più che per gli effetti della Brexit sulle tasche dei sudditi di Sua Maestà.

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Gli unici di cui non si può ridere in patria sono Kim Jong Un, in Corea del Nord, con quel taglio a siepe svettante. E Xi Jinping, nella Repubblica Popolare cinese, che visto da lontano pare cosparso da lucido nero da scarpe. Ma non è una buona notizia.

di  Cristina Bianchi
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Scusi, ha visto un ladro di rossetti?

11 Set

E poi arriva il giorno in cui non hai più smalti per le unghie, ti spariscono gli eye-liner, ti scompaiono gli ombretti. Non trovi nemmeno i fermagli per capelli.
I tuoi sandali eleganti, che centellini per non abusare dei piedi di quarantenne, mostrano il tacco già  segnato. «Sì mamma, li metto in casa con le amiche, giochiamo alle signore. Vero che me li presti?».

Una scena dal film “Little Miss Sunshine”

Una scena dal film “Little Miss Sunshine”


Volevo una figlia femmina. Eccone due, preadolescenti. Volevo la bicicletta, e pedalo, zigzagando tra i video di Clio Make Up, la reginetta del trucco youtube, e le vetrine di Abercrombie. Sono una fashionista riluttante e con scarso entusiasmo accompagno le ragazze (13 e 11 anni) a fare shopping, in qualità di madre bancomat. E annaspo per casa alla ricerca del beauty perduto. 

«Mamma ti vesti da schifo, sei antica», dicevano sempre, e dicono ancora. Che fortuna…, ho pensato. Poi hanno cominciato a trafugare anche dalla cabina armadio: piccoli coprispalle, quelle t-shirt troppo strette che a me fanno tanto Paolina Borghese e a loro arrivano alle ginocchia, e portafogli, e pochette. Dal bagno continua il saccheggio: rossetti, ombretti, mascara. Finisce che non trovo mai la spazzola giusta, la crema rigenerante, il balsamo per capelli. Se devo uscire di corsa, scompare la matita viola per gli occhi. Facile no?, penserete. Basta triplicare tutto: pettini, spazzole, balsami, shampi, kajal. Purtroppo no. Vengono inghiottiti nell’antimateria, nel buco nero della vanità femminile taglia XS.

Prove d'ombretto con autoscatto. E l'iPhone diventa il tuo specchio

Prove d’ombretto con autoscatto. E l’iPhone diventa il tuo specchio

 Eppure sono un tipo spartano, io: alla mattina trucco in 120 secondi, perché a scuola con l’undicenne si va spesso insieme, a piedi o col tram («Mami, sei sempre in ritardo, corri che  poi mi devi firmare la giustifica!»).

Le mie figlie e le loro amiche, semplicemente, seguono il trend. A noi sembrava un po’ truzzo andare alle feste con sei chili di Rimmel? Oggi è sacrosanto frequentare gli scout e oratori con reggipetto in vista e canotta col pizzo.
A Milano, i negozi di lingerie per giovanissime sono presi d’assalto. Gli scaffali dei prodotti di bellezza, di più. Secondo gli ultimi dati del centro Studi di Cosmetica Italia, il mercato interno del settore è in leggera flessione (-2,4%), tiene bene l’export; ma le italiane non rinunciano, non riducono i pezzi acquistati. Sono solo più risparmiose.

 «E le aziende sono molto attente alle teenager, come prime clienti e future big spender», spiega Gian Andrea Positano del Centro Studi e Cultura d’Impresa di Cosmetica Italia. «I nostri prodotti sono da sempre i più sicuri». Quello delle giovani e giovanissime è un target  appetibile: «Dai 13 ai 18 anni il mercato pesa intorno al 3-4% del fatturato. Circa 200-250 milioni di euro l’anno».

 Volevo una figlia femmina, eccone due. Future big spender. Ma ogni tanto, quando vedo il mio nipotino maschio di due anni – una furia – sogno di giocare a rugby, tirare due calci al pallone, tornare a rotolarmi nel fango. O no?

Cristina Bianchi

E voi? Figlie o figli “adultescenti” vi hanno mai rubato il beauty, il profumo, la polo da fighetto? Scrivete sotto nello spazio commenti, basta registrare la propria mail (che non sarà pubblicata).

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