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Il regista Jason Reitman contro Trump e la politica indecente

24 Nov

Al Torino Film Festival il regista Jason Reitman presenta il film The front runner Il vizio del potere e dice: “L’ho iniziato a girare nel 2015, ai tempi di Obama, oggi la politica è così indecente che il mio film su Gary Hart cambia di prospettiva “.

Ecco per voi il trailer

il film racconta della breve e promettente campagna elettorale del senatore Gary Hart che dai sondaggi era subito dato favorito su Bush senior. Ma lo scandalo della sua relazione con Donna Rice pose una brusca fine alla sua corsa. Un film durissimo contro il ruolo della stampa. Che restituisce dignità anche alla figura di una donna finita nel tritacarne del circo dei media e ricordata per sempre come quella “poco di buono” che fece dimettere l’astro nascente dei democratici. Un film politico, e nello stesso tempo intimistico. “Che cosa sarebbe accaduto se i paparazzi non si fossero appostati sotto quella casa?” Si chiede il regista. “E se Hart non si fosse comunque dimesso?” Coincidenza vuole che George H. W. Bush sia mancato proprio in questi momenti. Un’occasione per riflettere.

Cristina Bianchi

Foto di Reitman ©️CristinaBianchi

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I film da non perdere tra i Golden Globes

11 Gen

Il film Carol è il grande escluso dai Golden Globes 2016, consegnati il 10 gennaio al Beverly Hilton Hotel. Ma i premi non hanno deluso.

Ecco, tra vincitori e non,  i film da vedere in Italia nei prossimi mesi, e quelli da recuperare ( DVD, via Web, in tv) 

Primo fra tutti consiglio Steve Jobs (in Italia dal 21 gennaio), che ha conquistato due premi: quello per Kate Winslet miglior attrice non protagonista e per lo sceneggiatore Aaron Sorkin.

Kate Winslet premiata per Steve Jobs

Kate Winslet premiata per Steve Jobs

Il biopic racconta la storia del fondatore della Apple, senza farne un eroe. Genio del marketing, sapeva essere crudele coi collaboratori e con gli affetti più cari. Ma ha contribuito a cambiare il mondo degli ultimi 30 anni. Notevole Winslet,  irriconoscibile nei panni di Joanna Hoffman, marketing executive di Apple e, ancor prima, braccio destro di Jobs: donna salace, e resiliente quanto basta.

Da vedere, per chi l’avesse perso, Sopravvissuto – The Martian (miglior film in categoria comedy, anche se la classificazione fa sorridere) con Matt Damon miglior attore. In Italia è uscito l’1 ottobre. Il naufrago su Marte, novello Robinson che coltiva patate nella galassia vede Damon protagonista assoluto, che fa i conti con la tenacia, la paura e un po’ di cyberfilosofia.  Altra metafora della solitudine (ma anche della vendetta) è  The Revenant,  che porta a casa i  premi per miglior drama, miglior attore  a Leonardo DiCaprio e miglior regia al messicano Iñárritu. Riuscirà questa volta DiCaprio a conquistare anche l’Oscar? O uscirà di nuovo scornato?

the revenant

Leonardo Di Caprio in The Revenant


Altro film che presto vedremo in Italia (dal 28 gennaio) è Joy, di David O. Russell: per l’interpretazione Jennifer Lawrence ha vinto  la statuetta assegnata dai critici internazionali di Hollywood.

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È lei la tosta Joy Mangano, madre single ingegnosa che inventò il mocio (la scopa rotante) e brevettò altre mille diavolerie (oggi ricercatissimi on line i suoi appendini per abiti,  vellutati e antiscivolo).
Altra pellicola (attesa da noi per marzo) è  Room, che ha fatto vincere il Globe femminile dramatic a Brie Larson: storia coinvolgente su una mamma costretta a crescere il figlio, Jack,  in un’unica stanza. E per non farlo soffrire, gli fa credere che il mondo sia quella stanza…
Se con la soddisfazione di tutti Ennio Morricone conquista la miglior colonna sonora (per The Hateful Eight di Tarantino),  Carol  resta come dicevamo a bocca asciutta. Film d’andamento lento, giocato sui primi piani di Cate Blanchett e Rooney Mara (premiata a Cannes), racconta due donne lesbiche innamorate, contro il puritanesimo americano nella New York degli Anni 50. È ancora nelle sale italiane.


Stupirsi per l’esclusione? I concorrenti erano notevoli. E poi,  gran parte dei critici sono uomini, come mostrava The Atlantic 

Chissà se il critico-maschio ha prediletto i ruoli materni, anche se difficili, piuttosto che la storia d’amore interpretata da Rooney Mara e Cate Blanchett.

Cristina Bianchi

La magica lista del 2016 facciamola insieme!

30 Dic

Ieri, alla macchinetta del caffè, tra amiche parlavamo della to do list, insomma dei buoni propositi per l’anno nuovo, il 2016.

«Mi iscrivo a un corso di sommelier e poi prenderò la patente»,  dice E.
«Accetteró i complimenti senza scusarmi», dice C. Accettare un complimento senza ribattere, infatti, non è facile per chi, come noi ragazze dell’altro Millennio, non ci è più abituata.
In ogni caso, ecco la mia lista, non in ordine di importanza.
P.s. Mi raccomando, nei commenti in fondo al post, indicate la vostra!

# Fotografare la mia periferia sempre più dinamica, vera, in movimento

Unknown

Milano, Porta Genova, Strano inverno ©CristinaBianchi

 # Scrivere tutti i racconti che ho in testa (non proprio tutti, almeno cominciare)

# Fare un ripasso dei fondamentali di fotografia, con Letizia 

# Palestra sfigata e yoga, tanto yoga sotto la doccia

# Convincere il mio lui a prendermi un cane, prima o poi, senza dover scegliere tra lui e un cane

# Una vacanza a New York tutti insieme,  come un film di Woody Allen

# Cinema cinema cinema 

# Leggere i libri che amo. E lasciare gli altri a metà 

# Sperare nei giorni liberi di solidarietà (ergo: sperare nella solidarietà)

# Andare più spesso dal parrucchiere 

# Discutere  meno con le ragazze

# Costruirmi, non si sa come, una “stanza” tutta per me

Cristina Bianchi

FFme @Cristinbianchi

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