Tag Archives: donne in carriera

L’aperitivo per sole donne, il dopocena per soli uomini

13 Giu

Dagli happy hour al femminile ai salotti televisivi. Da un mondo di donne protagoniste e sorelle, a un mondo di regole scritte da uomini.

Le professioniste di Pwa

Le professioniste di Pwa

Ieri sera ho partecipato a un aperitivo organizzato da PWA, Professional Women’s Association of Milan, gruppo internazionale di donne con storie professionali diverse. Lo scopo: fare network, scambiarsi idee e consigli. Migliorare la propria posizione e (perché no?) l’azienda in cui lavori.

Alcune osservazioni:
1) C’è un ricco buffet. Più che mangiare, però, si chiacchiera molto. Forse perché le donne amano parlare? Sì, ma anche perché si è lì per conoscersi, scambiare esperienze.
2) È un network molto vario: c’è la giovane manager bancaria; c’è Patrizia, infermiera olistica. C’è Maria Teresa che ha aperto uno Show Room a Milano con abiti (bellissimi) ideati da lei; c’è Alessandra, avvocato di un grande studio legale, itinerante tra il suo mare di Genova e Milano; ci sono Valentina e Maria Chiara ai vertici di un’azienda di automazione; e poi Romina del grande studio legale internazionale, Roberta che guida la comunicazione di una multinazionale… E potrei continuare.
3) Può sembrare forzato concentrare in due ore tante strette di mano, memorizzare nomi e volti. Però ho ricevuto molto, raccolto molti consigli. Anche per questo blog.

Poi, poi torno a casa.

Un momento di Jump

Un momento di Jump


La tv è accesa su Canale5: Jump – Stasera mi tuffo con Teo Mammuccari. Show divertente e demenziale. Ci sono, tra gli altri, Anna Falchi e Nadia Rinaldi alla prova nei tuffi. Corpi di donne, di body builder, di fisicati e morbidose, carne, emozioni, giudici che dicono “Te do’ otto p’err coraggio”.

Spengo la tv, mando a nanna mia figlia, poi riaccendo su La7: a Bersaglio Mobile l’ospite nel mirino è Luigi Bisignani. Si parla di Prima repubblica, Andreotti, Tangentopoli, suicidi eccellenti, trame Vaticane, cardinali maneggioni. Ospiti in studio: Bisignani, Marco Damilano dell’Espresso, Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, Peter Gomez de Il Fatto, Paolo Madron direttore di Lettera 43 che ha scritto il libro-intervista a Bisignani L’uomo che sussurrava ai potenti (Chiarelettere). Mi incollo al video. Mentre rimbocco le coperte delle ragazze mi perdo la litigata del secolo tra Ferrara e Mentana. Il programma è interessante. Vado avanti. Finisco a letto tardissimo. Poi rifletto. Qui si racconta l’Italia delle porcherie, fatte principalmente da uomini. Ma perché a commentarle, a litigare e a fare domande ci sono soltanto uomini?

Luigi Bisignani

Luigi Bisignani

ABSTRACT: Yesterday I joined an interesting happy hour at Professional Women’s Association – Milan. A useful meeting of talented women, from nurses to Ceos. Then, I came home and watched italian tv. On Canale5: demential talent show Jump, with women humiliated. On La7: very interesting talk show Bersaglio Mobile with anchorman Enrico Mentana, special guest Luigi Bisignani (under “attack”), and very smart columnists. I counted six men. Only men: why?

Cristina Bianchi
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La vera ragazza moderna vuole fare la segretaria

28 Mag

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20111025-IMG_5267Negli Anni 50 per essere una ragazza moderna aspiravi a diventare segretaria. Ce lo racconta il film Tutti pazzi per Rose di Régis Roinsard (nelle sale il 30 maggio). Rose vive in un paesino della Normandia. Suo padre, vedovo, ha un emporio. Tra scatole di fagioli, salumi e Camembert, in vetrina troneggia una Triumph, la macchina da scrivere su cui l’imbranata Rose si esercita di notte. “Battere sui testi mi aiuta a non pensare”. Perché tutti vogliono da lei qualcosa, ma lei vuole solo fuggire. E diventare “una ragazza moderna”. Finirà assunta in prova da Louis, assicuratore di Lisieux, spavaldo e insicuro, che vuol fare di lei una campionessa delle gare di velocità dattilografe.

Déborah Francois e Romain Duris (nelle foto) sono perfetti, una gioia per gli occhi sono gli abiti anni 50 e le inquadrature alla Billy Wilder. Bisognerebbe andare a vedere il film solo per il cromatismo dei rossi dei rosa degli arancio e dei viola. Per ricordare quando si fumava ovunque e l’impertinente Rose chiede al capo di non farlo in ufficio: “Smetterò solo quando una legge me lo impedirà”. Ci sono voluti 60 anni.

Tutti pazzi per Rose non è solo una commedia romantica retrò. È un film contemporaneo. Ancora oggi, in Italia, si elegge la “Segretaria dell’anno” (guardate  www.secretary.it). Si chiamano assistenti,vabbé. Io conosco segretarie-assistenti docili ed efficienti, segretarie dominanti che si rifiutano di portare il caffè, segretarie che sono le vere manager dell’azienda (ma non ditelo al capo). E moltissime che, de facto, hanno licenziato stagiste e stagisti, praticanti legali, aspiranti commercialisti.POPULAIRE_IMG_3070
Non so se oggi diventare segretaria sia l’aspirazione di una ragazza contemporanea. Ma come dice Lucy Kellaway sul 
Financial Time del 27 maggio, “Dopo la laurea, avere un lavoro al di sotto delle aspirazioni è assai meglio che non averne nessuno per mesi”. Segretarie d’Italia, unitevi.

Cristina Bianchi

Forza, sotto i pulsanti Twitter e Facebook voglio leggere le storie di tutte le segretarie d’Italia, potete farlo anche in forma anonima 😉

Michelle Obama e quel tweet per le mamme

15 Apr

“Ogni madre lavora sodo. E ogni madre ha il diritto di essere rispettata”. Così twittò Michelle Obama, mettendo a tacere la consulente dei democratici Hilary Rosen.

Alla Cnn, mercoledì scorso, Hilary Rosen aveva criticato la moglie del candidato repubblicano alla Casa Bianca Mitt Romney, invitandola a tacere sulle questioni economiche perché “Ann Romney non ha mai lavorato in vita sua”. La Romney, madre di 5 figli, ha avuto il sostegno di molti.
Al lancio di pomodori mediatici, sono seguite le scuse dei democratici, e il tweet di endorsement della first lady a tutte le madri. 

Il dibattito Donne in carriera-Mamme mamme si è consumato per giorni negli Stati Uniti, complice il clima hot per le presidenziali di novembre. Dove le elettrici sono al centro della campagna, in molti modi. I repubblicani, ad esempio, vogliono tagliare i  fondi pubblici di Planned Parenthood, l’organizzazione nazionale che si occupa di salute delle donne. 

In Italia non siamo a uno scontro così grezzo.
Ma voi che ne dite? Nei momenti più gravi di crisi economica la tentazione forte qui sembra questa: che le donne stiano a casa, visto che non c’è lavoro per tutti. (Salvo poi scoprire che le famiglie monoreddito sono quelle più colpite dalla recessione).
In ogni caso non c’è niente di meglio, per la vecchia politica, ad ogni latitudine, che mettere l’una contro l’altra armata.
Che ne pensate? Le donne non devono godere tutte del medesimo rispetto, come dice Michelle Obama? 

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Cristina Bianchi

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