Tag Archives: giovani

Il Burkini e il corpo delle donne

17 Ago

Non è facile esprimere un’opinione sul caso del burkini vietato l’estate scorsa in alcune spiagge francesi, come l’elegantissima Cannes. 

Il burkini è il costume coprente dalla testa alle caviglie che alcune musulmane osservanti indossano per andare al mare. Costrette dalla famiglia? Per libera scelta?
In ogni caso, uno Stato che imponga alle donne come abbigliarsi, in nome della laicità o della fede, lascia comunque perplessi. 

Francia, signora in burkini in spiaggia

Allora che facciamo: burkini no e topless sì? Topless sì, magari solo fino a 40 anni? Burkini no ma sì al costume intero con pantaloncini? (Come quello, ad esempio, di  una signora peruviana che conosco, la quale preferisce non mostrare le sue grazie in piscina). Insomma, un bel garbuglio. D’altra parte, non bisogna dimenticare che quando la religione diventa tradizione imposta, o peggio ancora legge, le nuove generazioni rischiano la libertà, il futuro e qualche volta la vita. Per questo consiglio di vedere a tutti  (o rivedere) il film Mustang, candidato francese agli Oscar 2015. Racconta la storia di cinque ragazze turche che, dopo aver fatto un bagno (vestite) in mare insieme ai compagni di scuola (vergogna!), vengono recluse in casa dal padre-padrone. E cercano di sfuggire alla loro prigione. A costo della vita.

Una scena del film Mustang: cinque sorelle turche prendono il sole in bikini nella casa-prigione costruita dal loro padre. Tentano così di sfuggire all’oppressione paterna.


Cristina Bianchi

Annunci

Nel ‘900 le infermiere restavano zitelle (e le altre leggi non scritte della professione)

24 Giu

“Noi studiamo e lavoriamo, anche il sabato e la domenica. Un bel mestiere, ma se non hai passione non puoi farlo. Devi dedicarti alle persone. E le persone non sono cose” raccontano due  tirocinanti infermieri, durante una pausa pranzo alla San  Giuseppe di Milano. È un ospedale nel cuore della città, a due passi dalla basilica di Sant’Ambrogio.

nurse_jackie locandinaHo trascorso una parte del weekend in pronto soccorso per accompagnare un parente. Capisci ancora una volta quanto contino infermiere e infermieri nella vita quotidiana dei pazienti. Ieri ho visto soprattutto competenza, capacità di ascolto, pazienza. 

Oggi sono più di 400.000 gli infermieri in Italia secondo l’organismo di categoria Ipasvi.
Una professione ancora prevalentemente femminile: 8 su 10 sono donne.a locandina di Addio alle Armi con Rock Hudson e Jennifer Jonesrmi con

L’Italia è anche uno dei pochi paesi sviluppati dove il numero dei medici supera quello degli infermieri. Altrove, è il contrario. “I medici leggono  analisi, stendono rapoorti, coi malati ci stiamo noi” raccontano altri due giovani.
Per i diciottenni che devono scegliere il corso di studi, non è un invito a nozze. La crisi e i tagli sulla sanità si sono abbattuti anche su questo mercato del lavoro, fino a qualche tempo fa in espansione.
Eppure nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Canada c’è ancora grande richiesta. Di fatto, all’estero mancano le persone che vogliono dedicarsi alla professione  che comporta passione e sacrifici,  l’aggiornamento continuo.

Una curiosità: sapevate che nei primi del ‘900 in Italia le infermiere negli ospedali erano assunte se nubili avevano alloggio in ospedale e al matrimonio scattava il licenziamento?

Raccontate qui sotto le vostre storie. Di infermiere/i e di pazienti.

Cristina Bianchi

L’aperitivo per sole donne, il dopocena per soli uomini

13 Giu

Dagli happy hour al femminile ai salotti televisivi. Da un mondo di donne protagoniste e sorelle, a un mondo di regole scritte da uomini.

Le professioniste di Pwa

Le professioniste di Pwa

Ieri sera ho partecipato a un aperitivo organizzato da PWA, Professional Women’s Association of Milan, gruppo internazionale di donne con storie professionali diverse. Lo scopo: fare network, scambiarsi idee e consigli. Migliorare la propria posizione e (perché no?) l’azienda in cui lavori.

Alcune osservazioni:
1) C’è un ricco buffet. Più che mangiare, però, si chiacchiera molto. Forse perché le donne amano parlare? Sì, ma anche perché si è lì per conoscersi, scambiare esperienze.
2) È un network molto vario: c’è la giovane manager bancaria; c’è Patrizia, infermiera olistica. C’è Maria Teresa che ha aperto uno Show Room a Milano con abiti (bellissimi) ideati da lei; c’è Alessandra, avvocato di un grande studio legale, itinerante tra il suo mare di Genova e Milano; ci sono Valentina e Maria Chiara ai vertici di un’azienda di automazione; e poi Romina del grande studio legale internazionale, Roberta che guida la comunicazione di una multinazionale… E potrei continuare.
3) Può sembrare forzato concentrare in due ore tante strette di mano, memorizzare nomi e volti. Però ho ricevuto molto, raccolto molti consigli. Anche per questo blog.

Poi, poi torno a casa.

Un momento di Jump

Un momento di Jump


La tv è accesa su Canale5: Jump – Stasera mi tuffo con Teo Mammuccari. Show divertente e demenziale. Ci sono, tra gli altri, Anna Falchi e Nadia Rinaldi alla prova nei tuffi. Corpi di donne, di body builder, di fisicati e morbidose, carne, emozioni, giudici che dicono “Te do’ otto p’err coraggio”.

Spengo la tv, mando a nanna mia figlia, poi riaccendo su La7: a Bersaglio Mobile l’ospite nel mirino è Luigi Bisignani. Si parla di Prima repubblica, Andreotti, Tangentopoli, suicidi eccellenti, trame Vaticane, cardinali maneggioni. Ospiti in studio: Bisignani, Marco Damilano dell’Espresso, Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, Peter Gomez de Il Fatto, Paolo Madron direttore di Lettera 43 che ha scritto il libro-intervista a Bisignani L’uomo che sussurrava ai potenti (Chiarelettere). Mi incollo al video. Mentre rimbocco le coperte delle ragazze mi perdo la litigata del secolo tra Ferrara e Mentana. Il programma è interessante. Vado avanti. Finisco a letto tardissimo. Poi rifletto. Qui si racconta l’Italia delle porcherie, fatte principalmente da uomini. Ma perché a commentarle, a litigare e a fare domande ci sono soltanto uomini?

Luigi Bisignani

Luigi Bisignani

ABSTRACT: Yesterday I joined an interesting happy hour at Professional Women’s Association – Milan. A useful meeting of talented women, from nurses to Ceos. Then, I came home and watched italian tv. On Canale5: demential talent show Jump, with women humiliated. On La7: very interesting talk show Bersaglio Mobile with anchorman Enrico Mentana, special guest Luigi Bisignani (under “attack”), and very smart columnists. I counted six men. Only men: why?

Cristina Bianchi

Rischi di perdere il lavoro? Scriviamo insieme la lista delle cose da fare

11 Giu

Una delle passioni del nostro tempo è compilare la “to do list”, la lista dei buoni propositi e delle cose da fare: per il nuovo anno, per l’arrivo di un figlio, per non restare a lungo single, per migliorare la propria posizione…
Americanate? Sì, ma gli anglosassoni sono pragmatici. E a volte i consigli aiutano, magari solo per capire che non fanno per te.
Qui voglio scrivere con voi la lista delle “10 cose da fare se rischi o hai già perso il lavoro”.

La pizzeria occupata a MIlano, prima dello sgombero

La pizzeria occupata a MIlano, prima dello sgombero

Scegliamo 10 punti fissi. Io ve ne suggerisco 5, gli altri pensateli voi!

1) Formatevi: che siate operaia, sarta o manovale della conoscenza, non importa. Il mondo corre in fretta. Iscrivetevi a un corso per apprendere qualcosa di innovativo sul vostro mestiere . Non è gratis? Investite su di voi.
2) Depressione, vade retro. È lì, in agguato. Le donne lo sanno, gli uomini non ne parlano. Non lasciatevi andare, chiedete aiuto in caso di bisogno: un’amica, un medico, un parente. Non state troppo sole.
3) Apritevi al mondo. Vi verrà la tentazione di chiudervi, soprattutto se avete perso le sicurezze. Niente di male a dire: “Cerco lavoro”. Non è una parolaccia.
4) Divertitevi: sì divertitevi.  Ci sono cose che amate fare? Se non ora, quando?
5) Siate generose. Guardatevi intorno. Molti potrebbero aver bisogno della vostra esperienza.  Ma non fatevi sfruttare da chi non lo merita. La vostra competenza ha un valore, e un prezzo.

E ora? Aggiungete i vostri 5 punti! (sotto i pulsanti di Twitter e Fb c’è spazio per i commenti)

Cristina Bianchi

La vera ragazza moderna vuole fare la segretaria

28 Mag

20111018-IMG_3123

20111025-IMG_5267Negli Anni 50 per essere una ragazza moderna aspiravi a diventare segretaria. Ce lo racconta il film Tutti pazzi per Rose di Régis Roinsard (nelle sale il 30 maggio). Rose vive in un paesino della Normandia. Suo padre, vedovo, ha un emporio. Tra scatole di fagioli, salumi e Camembert, in vetrina troneggia una Triumph, la macchina da scrivere su cui l’imbranata Rose si esercita di notte. “Battere sui testi mi aiuta a non pensare”. Perché tutti vogliono da lei qualcosa, ma lei vuole solo fuggire. E diventare “una ragazza moderna”. Finirà assunta in prova da Louis, assicuratore di Lisieux, spavaldo e insicuro, che vuol fare di lei una campionessa delle gare di velocità dattilografe.

Déborah Francois e Romain Duris (nelle foto) sono perfetti, una gioia per gli occhi sono gli abiti anni 50 e le inquadrature alla Billy Wilder. Bisognerebbe andare a vedere il film solo per il cromatismo dei rossi dei rosa degli arancio e dei viola. Per ricordare quando si fumava ovunque e l’impertinente Rose chiede al capo di non farlo in ufficio: “Smetterò solo quando una legge me lo impedirà”. Ci sono voluti 60 anni.

Tutti pazzi per Rose non è solo una commedia romantica retrò. È un film contemporaneo. Ancora oggi, in Italia, si elegge la “Segretaria dell’anno” (guardate  www.secretary.it). Si chiamano assistenti,vabbé. Io conosco segretarie-assistenti docili ed efficienti, segretarie dominanti che si rifiutano di portare il caffè, segretarie che sono le vere manager dell’azienda (ma non ditelo al capo). E moltissime che, de facto, hanno licenziato stagiste e stagisti, praticanti legali, aspiranti commercialisti.POPULAIRE_IMG_3070
Non so se oggi diventare segretaria sia l’aspirazione di una ragazza contemporanea. Ma come dice Lucy Kellaway sul 
Financial Time del 27 maggio, “Dopo la laurea, avere un lavoro al di sotto delle aspirazioni è assai meglio che non averne nessuno per mesi”. Segretarie d’Italia, unitevi.

Cristina Bianchi

Forza, sotto i pulsanti Twitter e Facebook voglio leggere le storie di tutte le segretarie d’Italia, potete farlo anche in forma anonima 😉

Anna, che avrà 20 anni nel 2033

15 Apr

Anna

foto

istallazione al fuori salone 2013, Milano

Anna è una bimba nata il 7 aprile che mi è molto cara. Avrà vent’anni nel 2033. È nata a Milano e le sue opportunità sono diverse da chi nasce oggi in Africa o in India. Non necessariamente migliori.
In italia l’Istat ha contato circa 200 mila senza lavoro tra i laureati sotto i 35 anni e la mobilità sociale si è ridotta.
Però non penso che il futuro di Anna sarà per forza peggiore del nostro.
Anna ha una mamma giramondo. Probabilmente farà esperienze di ambienti sociali diversi, imparerà le lingue, imparerà ad adattarsi.

Animazione remote control allo spazio Samsung in via Tortona 27, a Milano @Cristinbianchi

Fra pochi anni consulterà un device sfogliando lo schermo con il gesto di una mano, guidata dai sensori. Chissà che cosa mangerà, come si curerà, che cosa studierà.
Il mondo non si arrende. Le donne non si arrendono. Sapranno costruire un futuro migliore?
E voi, che ne pensate del 2033?

Cerchi un lavoro, ti offrono un bel volontariato

28 Set

«Buongiorno, ha visto il mio curriculum?» «Oh sì, grazie, interessante. Sto proprio organizzando una serata per lanciare la mia organizzazione. Le va di aiutarmi? Vorrebbe partecipare come volontaria all’“evento”?». «No grazie, ho quasi quarant’anni, un curriculum lungo un chilometro. Ho lavorato (retribuita) in Africa, in Medio Oriente, in Nordeuropa, ho studiato in Inghilterra. Devo continuare a mantenermi».
Questo più o meno il colloquio surreale di B., esperta di istruzione a distanza, project manager per diverse Ong, in cerca di lavoro (anche) in Italia. Dove sta lo scandalo? Che all’estero, dice B., “nessuno mi avrebbe mai risposto così”. Il lavoro è lavoro. Il lavoro si paga. Il volontariato è un’altra, nobilissima, cosa.
Nel mondo dei media, questo è un argomento d’attualità: blogger che vengono invitati a scrivere gratuitamente, perché l’Huffington Post nobilita chi lo fa. Giovani giornalisti pagati 3 euro a pezzo, e così via. Ma non accade solo nel settore della comunicazione.

Raccontate qui sotto la vostra storia!

Cristina Bianchi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: